#NonCiFermaNessuno Avellino Talk – 16 dicembre 2021

#NonCiFermaNessuno Avellino Talk – 16 dicembre 2021

L’evento attesissimo dai giovanissimi ha visto la partecipazione record di 15000 ragazzi delle scuole superiori di Avellino e Provincia. Ospite di Luca Abete un altro avellinese: il cantante Ghemon. 

“Mi auguro che da oggi “Non ci ferma nessuno” possa diventare il grido di tanti ragazzi irpini!” con queste parole Luca Abete, ideatore della campagna sociale #NonCiFermaNessuno,  ha commentato il successo di quella che è stata ribattezzata la più grande festa dell’entusiasmo giovanile.

L’evento, nato dalla sinergia con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Avellino, che ha patrocinato l’iniziativa, ha visto la Dirigente, dott.ssa Rosa Grano, intervenire in diretta sottolineando la necessità di iniziative come queste.“Noi siamo piccoli ma pesiamo. Luca era un ragazzo come tanti. Ha arricchito le sue competenze e con tanta voglia di fare è riuscito ad avere un percorso che lo gratifica. Oggi si impegna per contribuire alla crescita dei ragazzi della sua terra. Spero ci siano al più presto le condizioni per realizzare un nuovo evento come questo, ma in presenza”.

Grazie allo streaming, però, gli studenti irpini hanno potuto superare le distanze, sia territoriali che imposte dalla pandemia, per ritrovarsi insieme e confrontarsi in un talk interessante e pieno di spunti significativi. 

“Portare migliaia di ragazzi irpini a contatto con questa campagna sociale è per me un privilegio ma anche un dovere. Credo che – ha dichiarato Luca Abete ognuno debba provare a fare qualcosa per gli altri. Io sono un adulto che non dimentica di essere stato un ragazzo di questa terra, dove le opportunità non sono tante ma in cui si possono gettare le basi per iniziare un percorso meraviglioso come il mio. Facevo l’animatore alle feste per bambini e ho inseguito con costanza sempre nuove sfide e oggi posso dirmi soddisfatto”.

Tante le domande dei ragazzi protagonisti del dibattito alle quali Luca ha risposto con precisione e disponibilità: “Il segreto qual è? Siate originali, inseguite sfide sempre nuove, godetevi le gioie della vostra età e imparate il più possibile da ogni incidente di percorso. Costruite la vostra storia. Siate orgogliosi delle vostre origini e l’orgoglio della vostra terra!”

Ghemon è stato l’ospite di questo incontro. Ha raccontato ai ragazzi la sua esperienza di giovane avellinese pieno di sogni che, con determinazione e coraggio, è riuscito a realizzare. “Con Avellino il legame è sempre vivo. E’ la mia città è il posto dove posso tornare ed essere Gianluca per i miei parenti ed amici. Partire da una piccola città non è facile. – prosegue Ghemon – Bisogna ingegnarsi il doppio e da qui nasce  la maggiore voglia di darsi da fare, la maggiore ostinazione e quella voglia di distinguersi che può essere la tua fortuna”.

L’apprezzamento degli studenti non è mancato. Hanno sottolineato con messaggi e interventi dal vivo la forte necessità di occasioni di confronto e di stimoli utili al superamento dei momenti difficili della loro età. Giulia Benedetti dell’ISS di Grottaminarda ha espresso la sua opinione: “Penso sia un’iniziativa fantastica ed educativa. Partire da una storia che potrebbe essere la nostra è davvero utile a me e alla mia generazione. In questo ultimo periodo, che ci ha scosso, abbiamo dovuto cambiare la nostra vita e le nostre abitudini. Proprio da questa esperienza dovremmo trarre il meglio e la forza per guardare avanti. Ora posso dire che non dobbiamo mollare…non ci ferma nessuno e nemmeno il covid.”.

“A noi ragazzi di prima e seconda è servito questo incontro. – aggiunge Cesare Iannuzzi dell’ITIS Dorso di Avellino Per noi sono anni difficili. C’è uno scoraggiamento generale e una velata tristezza ma ci sono persone che covid permettendo provano a fare nuove esperienze ed andare avanti.

Dalle parole degli studenti traspare poi il grande amore per la propria terra. “Sono fortemente legato alla mia Città ha commentato Antonio Dello Iaco del Convitto di Avellino e credo che non bisogna abbandonarla. Occorre impegnarsi per trovare quella giusta motivazione per restare.”

Ispirata all’unità invece l’analisi di Anita Maglio del Liceo Colletta di Avellino: ”Dobbiamo unirci e trovare conforto l’uno nell’altro. Essere più uniti e crescere come comunità, perché questo territorio ha un grandissimo potenziale e tocca anche a noi valorizzarlo!”

L’attenzione dei ragazzi irpini si sposta adesso sui social ufficiali del format di Luca Abete, dove sono già presenti foto, momenti estratti dal talk e video che raccontano di una giornata importante per la crescita delle future generazioni.

Il Recap che racconta Avellino Talk

 

Condividi su

Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
.
Unisciti alla nostra community!  Segui le nostre pagine: condividi, metti like, commenta.
La nostra campagna anti-littering continua inarrestabile!
La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
1- comunic-Azione mirata che diventa virale sui social.
2- attività concrete per migliorare gli atenei.
Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
Tutte le info sul nostro sito ufficiale e su quello di rivending!
«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
Ascolta, dici cosa ne pensi e segui le nostre pagine social.
«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
.
Entra anche tu nella Community di #noncifermanessuno: segui e condividi le nostre pagine social.

Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
.
Unisciti alla nostra community!  Segui le nostre pagine: condividi, metti like, commenta.
La nostra campagna anti-littering continua inarrestabile!
La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
1- comunic-Azione mirata che diventa virale sui social.
2- attività concrete per migliorare gli atenei.
Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
Tutte le info sul nostro sito ufficiale e su quello di rivending!
«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
Ascolta, dici cosa ne pensi e segui le nostre pagine social.
«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
.
Entra anche tu nella Community di #noncifermanessuno: segui e condividi le nostre pagine social.