Mission

LA CAMPAGNA SOCIALE

Anima e animatore del progetto è Luca Abete, da sempre impegnato nel volontariato e in attività solidali, uno dei principali inviati di Striscia la Notizia, programma con il quale, dal 2005, denuncia con determinazione ingiustizie, disservizi e abusi, con un impegno particolare alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro la malavita organizzata.

E’ stato lui ad ideare il format, a studiarne le fasi attuative e gli sviluppi conseguenti, con una precisa volontà: offrire ai ragazzi italiani una prospettiva nuova, costruttiva e valorizzante. Uno studio attento dei linguaggi da adottare, della metodologia da sviluppare e delle concrete dinamiche esistenti hanno decretato il successo del progetto in cui nulla è lasciato al caso, ma nasce da accorte riflessioni e valutazioni.

 L’ascolto del target è stato un importante punto di partenza metodologico del processo di diffusione dei valori della campagna sociale e caratterizza tuttora le varie fasi evolutive del percorso di promozione. L’avvio è stato preceduto dalla attenta valutazione delle esigenze specifiche degli studenti grazie ad una serie di appuntamenti sperimentali presso scuole e università che hanno avuto la funzione di ricezione delle principali necessità e di sperimentazione di azioni finalizzate a soddisfarle.

Le prime 3 edizioni sono state accompagnate anche dal lavoro degli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, che hanno formulato e poi analizzato questionari sottoposti a campioni di studenti di varie età e equamente distribuiti sul territorio nazionale. I risultati raccolti, oltre a rappresentare un prezioso strumento conoscitivo di indirizzo operativo, sono confluiti in 3 ricerche sociologiche pubblicate dall’Università.

L’AZIONE DIVULGATIVA: IL TOUR

L’opera di diffusione dei valori della campagna sociale è stata immaginata su due linee differenti, ma parallele. Una, che possiamo definire “fisica”, fatta di incontri con gli studenti e un’altra “comunicata”, utilizzando sia i nuovi che i media tradizionali.

La realizzazione di un calendario di appuntamenti da tenersi presso le università ha consentito di creare un vero e proprio tour universitario (con ben 16 tappe nella prima edizione nell’anno accademico 2014/2015). In collaborazione con i rettorati sono stati individuati alcuni corsi che hanno partecipato all’evento in maniera attiva. Un’intera giornata con attività di contatto e distribuzione di materiale informativo e di gadget, ma anche un’attenta raccolta di testimonianze scritte e video non solo dei ragazzi, ma anche del corpo docente. Momento principale poi è condensato nella conferenza-spettacolo dal forte impatto motivazionale tenuta da Luca Abete: un monologo intenso, capace di emozionare gli spettatori, con momenti divertenti e altri commoventi e un serrato talk che vede protagonisti gli studenti e le loro storie, dando vita ad un dibattito costruttivo.

 

Numerosi sono anche gli eventi realizzati nelle scuole superiori, coinvolgendo soprattutto le classi degli ultimi anni, particolarmente sensibili al problema lavorativo, occupazionale. La realizzazione di una serie di School Day, consente ai valori del format di arrivare anche ad un target più giovane e soprattutto di supportare gli studenti in un momento molto importante dal punto di vista decisionale.

Diversi sono stati i luoghi di aggregazione giovanile in cui la campagna sociale è stata protagonista. Molti sono stati gli eventi creati ad hoc per dedicare un “momento costruttivo” ai giovani, diverse anche le partecipazioni di Luca Abete a manifestazioni di diverso tipo e natura. Tra queste ricordiamo l’incontro a Città del Vaticano, dove Luca ha parlato con Papa Francesco a 7000 ragazzi provenienti da tutta Italia. Di indubbio valore poi la partecipazione al Giffoni Film Festival, alle finali di Miss Mondo, ai Giochi Nazionali Special Olympics di Torino ed a numerose edizioni all’evento contro le mafie “Palermo chiama Italia”, in occasione dell’anniversario della morte dei giudici Falcone e Borsellino. Dal 2014 sono state 105 le tappe nelle università e più di 54 gli eventi speciali.

La possibilità di incontrare migliaia di ragazzi consente anche di raccogliere contenuti preziosi da divulgare. La finalità è raggiungere anche coloro che non hanno assistito agli incontri e diffondere ulteriormente i messaggi di incoraggiamento, fiducia e speranza.

In sostanza l’appuntamento viene visto come pretesto, prezioso punto di partenza di un intenso meccanismo divulgativo che viaggia su vari canali: dalla pubblicazione sui social network alla produzione di contenuti di natura “virale”, dalla carta stampata alla televisione, passando per la radio, fino alla creazione di contest, podcast e iniziative di vario tipo.

I NUMERI

I numeri di #NonCiFermaNessuno

Dal 2014 sono state 12 le edizioni del Tour #NonCiFermaNessuno, con 130 tappe e oltre 80.000 studenti presenti fisicamente agli incontri. 130.000 sono stati finora i prodotti promozionali e informativi creati per diffondere i valori della campagna sociale distribuiti negli atenei, contemporaneamente ad una serie di azioni di visibilità studiate ad hoc per il target con un engagement di 200.000 ragazzi coinvolti. La comunicazione del format si sviluppa in parallelo sul piano nazionale e locale, con oltre 2000 passaggi media e R101 come radio ufficiale.

IL LABORATORIO DEI LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE

#NonCiFermaNessuno è un Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete. L’opera di divulgazione è stata immaginata operante su tutti i fronti possibili, miscelando quelli tradizionali con quelli sperimentali e innovativi al fine di aumentare l’engagement. Il lancio della prima edizione è avvenuto, per esempio, con un video provocatorio, poi divenuto virale sul web, in cui la mascotte del tour girava per le strade di Roma regalando sorrisi ai passanti. L’utilizzo strategico dei social network, ha stabilito, fin da subito, un legame con il target e rappresenta ancora oggi uno strumento di comunicazione privilegiato. Una programmazione quotidiana, 12 mesi all’anno, ripropone temi motivazionali oltre che contenuti legati ai momenti, ai protagonisti, ai partner della campagna sociale. Al fine di raccogliere le esperienze dei ragazzi è stata anche sperimentata un’app, scaricata da migliaia di studenti. Scopri tutte le nostre iniziative di comunicazione.

Ogni anno la partenza del Tour trova ampio risalto a livello nazionale su tutti i media. Ogni tappa, inoltre, rappresenta un evento dal grosso impatto attrattivo su scala locale. Numerose sono le testate che partecipano direttamente alle tappe. Per coadiuvare l’azione della stampa, ogni evento è sempre accompagnato dalla produzione di un kit stampa che include il classico comunicato stampa, materiale fotografico e video, con immagini descrittive ed interviste ai protagonisti. In questo modo tutti i contenuti necessari per operare arrivano anche ai media impossibilitati a partecipare in maniera diretta.

La campagna sociale ha affidato la diffusione dei propri valori anche sulle frequenze radiofoniche. Ottima è la sinergia con tutte le radio universitarie, veicolo diretto e preferito dal target. Numerose sono le radio che seguono, su scala regionale, l’arrivo del tour, mentre fin dall’inizio si è cercata una partnership con una radio ufficiale in grado di valorizzare al meglio i contenuti, gli spostamenti e i protagonisti del tour. Nelle prime tre edizioni la radio amica di #NonCiFermaNessuno è stata Radio105, nelle edizioni successive il ruolo è affidato a R101, che dedica aggiornamenti costanti sia onair che online sull’andamento del Tour e delle iniziative legate alla campagna sociale.

La ricerca di un claim che accompagni ogni edizione del tour rappresenta un importante veicolo di lancio dell’evento ma al tempo stesso un modo per ribadire ulteriormente la carica motivazionale del format. “Ricerca la fortuna che è in te”, “Chi osa raggiunge ogni cosa”, “Contagiamoci di coraggio”, “Alla scoperta della Serendipità”, “Il Futuro non fa paura” e quello della 10ma edizione  “Impariamo ad amarci” sono solo alcuni di quelli più amati dalla community. 

Al fine di coinvolgere il target e di sperimentare canali di diffusione di massa, la mission del progetto è diventata anche una canzone. Nel 2019 è nata infatti la canzone “Non ci ferma nessuno” scritta da Luca Abete e altri professionisti della discografia nazionale ed interpretata da Patrizio Santo, giovane talento abruzzese. Il videoclip è stato realizzato con un formato verticale, al fine di incrociare meglio l’abitudine dei giovani di ascoltare musica e guardare i video sul proprio smartphone.
Nel 2024, per celebrare la 10ma edizione del Tour, è stato prodotto il brano “Impariamo ad amarci”, con la voce emergente di Leonardo Fritz Frezzotti, scritto e cantato anche da Luca Abete in collaborazione con Emilio Munda e Francesco Altobelli, che ha anche prodotto il brano con la Ondesonore Records. Dal 2024, inoltre, proprio insieme a Ondesonore Records, abbiamo rielaborato in chiave comica, attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, delle Hit musicali estive. Prima Mahmood con “Soldi“, poi con Rose Villain con “Fuorilegge“. 

La settima edizione del 2021 è stata raccontata anche grazie ad un podcast quotidiano che ha rappresentato l’ennesimo esperimento riuscito, in linea con uno degli strumenti di tendenza negli ultimi tempi. La voce di Luca Abete ha introdotto, sviluppato e amplificato quella dei protagonisti: studenti, rettori, ospiti intervenuti durante le tappe.

UN CONTENITORE DI BUONE PRATICHE

Fin dai primi anni si è voluto rivisitare il concetto di crescita personale esplorando fattori in grado di ampliare le prospettive di ciascun ragazzo mettendo in campo stimoli adatti su fronti differenti. Ogni individuo non può immaginare di migliorare senza trovare un equilibrio sinergico con il mondo che lo circonda: ecosostenibilità e solidarietà sono, quindi, due traiettorie specifiche impossibili da ignorare.

Numerose sono state quindi le iniziative di sensibilizzazione ambientale, che hanno accompagnato il percorso rivolto agli studenti. Tra queste Call For Ideas, un contest universitario che ha finanziato cinque progetti basati sul riciclo delle plastiche e, dal 2022, il progetto RiVending, che si occupa di riciclare i bicchierini e palette di plastica utilizzati nei distributori automatici, presenti in tutte le università. Le attività sono state svolte con il supporto di professionisti del settore, messi a disposizione dai consorzi nazionali operanti nel settore del riciclo dei rifiuti. Nel 2024 si è affiancato alla promozione del progetto ReCopet di Corepla, con l’obiettivo di installare degli innovativi eco-compattatori di bottiglie di plastica all’interno delle università.

Dal 2025, inoltre, abbiamo sposato il sostegno fattivo contro la violenza di genere che trova spazio nell’adesione della community al progetto #sempre25novembre e nella sensibilizzazione del numero Nazionale di aiuto e supporto alle vittime di violenza e stalking 1522

#NonCiFermaNessuno rinnova anche il concetto di donare, stimolando gli studenti in attività su livelli differenti. La diffusione della conoscenza delle malattie rare al fianco delle principali associazioni italiane e il sostegno concreto e solidale al Banco Alimentare, al quale sono stati donati ogni anno numerosi beni da distribuire, dimostrano quanto uno dei pilastri della campagna sociale sia la solidarietà!

OPPORTUNITA’ CONCRETE

L’avviamento al mondo del lavoro non si esaurisce nella fase di stimolo ad un approccio corretto e determinato, ma viene supportato anche da una serie di iniziative concrete e partnership prestigiose. Sono presenti da sempre, infatti, numerose iniziative di job placement e proposte formative per offrire agli studenti un confronto costante e diretto con numerosi brand internazionali, che hanno sposato la mission ed i valori di #NonCiFermaNessuno.

Amazon, Asus, Stabilo, Sorgenia, Mediaworld, Xiaomi, Best Western, Tecnocasa, Penny Market, Lidl, MAC Formazione, Treeweb, sono solo alcune aziende che hanno offerto vantaggi, promozioni, servizi o prodotti agli studenti della community.

Non sono mancate iniziative per arricchire il bagaglio dei più creativi. Un contest radiofonico realizzato in collaborazione con RADUNI ha premiato i migliori speaker delle radio universitarie con una esperienza diretta negli studi della radio partner, R101.

IL PREMIO #NONCIFERMANESSUNO

Uno degli obiettivi della Campagna Sociale è quello di valorizzare le storie di resilienza quotidiana che nascono nelle Università italiane e metterle a disposizione degli utenti della community. Il “contagio di coraggio” auspicato si realizza in maniera efficace facendo parlare al target dai propri coetanei. Il Premio, nato nel 2021, è quindi uno strumento per amplificare le storie più significative al fine di trasmettere il valore del proprio impegno con la voce di chi ha vissuto esperienze da trasmettere agli altri studenti. Un format nel format, quindi, molto apprezzato dal mondo accademico che ha visto i rettori italiani direttamente impegnati nella ricerca e nella proclamazione. Clicca qui e scopri i premiati di tutte le edizioni

PATROCINI E RICONOSCIMENTI

#NonCiFermaNessuno ha incontrato da subito l’entusiasmo di tanti giovani. Il mondo accademico ha apprezzato la capacità di integrare il percorso di studi con un supporto di tipo motivazionale finora inesistente. La CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) patrocina l’iniziativa e l’Università degli Studi di Parma ha insignito Luca Abete del titolo di Professore ad honorem, premiando così il linguaggio nuovo ed efficace sperimentato nel corso degli anni. Il format vanta la Medaglia del Presidente della Repubblica, conferita da Sergio Mattarella.

#NonCiFermaNessuno ha incontrato anche il favore del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero per le Politiche Giovanili che hanno patrocinato la campagna sociale nel 2022 e del Ministero dell’Università e della Ricerca, che patrocina il tour dal 2022 ad oggi. Nel 2024 si è affiancata alla campagna sociale la collaborazione con il Consiglio dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.

DALLA PANDEMIA AL DIGITAL TALK

La pandemia non ha fermato il percorso di #NonCiFermaNessuno. L’impossibilità di accedere alle università e di incontrarsi in aula non ha rappresentato un problema, anzi è diventato occasione di rinnovamento e potenziamento del format. Per la settima edizione, l’idea di trasmettere in streaming l’incontro ha consentito, infatti, di ampliare la platea. Ad ogni tappa  erano collegati decine di migliaia di studenti. L’evento è diventato così nel 2021 e in parte anche nel 2022, un vero e proprio digital talk, che ha visto protagonisti gli studenti ma anche ospiti di rilievo collegati a distanza che, con la propria testimonianza, hanno incrementato il valore qualitativo del dibattito. Grazie ad una regia dinamica, di stile televisivo, il format è diventato veloce e godibile, farcito di collegamenti, video e grafiche accattivanti. 

#NONCIFERMANESSUNO ITALIA TALK

Dall’esperienza del digital talk il format si è innovato e calibrato sulle esigenze dei nostri giovanissimi interlocutori. Incontriamo migliaia di studenti italiani, ascoltando le emergenze, i racconti di difficoltà che turbano la loro serenità, lo sfogo di una rabbia che nasce da un disagio e da incomprensioni, ma anche storie di coraggio, resilienza e voglia di correre, nonostante tutto, verso i propri sogni. In ogni incontro Luca Abete si confronta e da voce agli studenti, che trovano in quel momento la possibilità di aprirsi e raccontare spesso problemi o paure che prima non erano riusciti a condividere.
#NonCiFermaNessuno è quindi un attento percorso di ascolto che consente di aggregare energie che accendono fiducia e determinazione, esaltando il vero senso della vita in un periodo in cui emergono purtroppo fragilità talvolta letali.

«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
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«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
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