Askanews: NonCiFermaNessuno, tour Luca Abete fa tappa alla Sapienza

Askanews: NonCiFermaNessuno, tour Luca Abete fa tappa alla Sapienza

Roma, 26 mag. (askanews) – Gli studenti della Sapienza Università di Roma sono stati i protagonisti dell’ultima tappa del tour motivazionale #NonCiFermaNessuno, la campagna sociale motivazionale destinata agli studenti delle Università italiane, animata dal carisma e dall’energia del noto inviato di Striscia la Notizia Luca Abete.
“Questa decima ed ultima tappa – sottolinea Luca Abete – ha confermato quanto i ragazzi apprezzino questo format che parla loro di fiducia, coraggio e di sconfitte che possono rivelarsi utili per la propria crescita. Abbiamo spostato il focus sulle sconfitte più che sulla vittoria a tutti i costi, coniugando il concetto di coraggio in tutte le forme possibili, dando voce a docenti, tantissimi studenti ed ospiti di grande spessore”.

Ed è proprio ‘contagiamoci di coraggio, il claim legato alla settima edizione del tour, che, in streaming ha accolto centinaia di studenti. Il format, prodotto da LAB Production, vanta il patrocinio della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui) e la medaglia del Presidente della Repubblica per l’alto valore sociale e sperimentale del linguaggio utilizzato e ha come obiettivo stimolare gli studenti universitari italiani a vivere in maniera costruttiva le esperienze negative che la vita presenta.
A valorizzare il contenuto del format Fabrizio D’Ascenzo, Preside della Facoltà di Economia della Sapienza Università di Roma: “Questo è il momento migliore per gridare non ci ferma nessuno! Ragazzi, torneremo presto ad incontrarci. Un pò alla volta riappropriamoci della fiducia, primo passo per ricostruire il presente e pensare al futuro”, spiega D’Ascenzo.

Abete ha ripercorso le tappe della sua esperienza personale e professionale, analizzando i momenti più significativi della sua esperienza, fornendo una serie di spunti di riflessione dibattuti nel talk. Appassionanti anche gli interventi dei 2 attesissimi ospiti. Allo scultore Jago, è stato affidato il compito di parlare di creatività al servizio del coraggio. “Non aver paura di aver coraggio è questa la prima regola che deve accompagnarvi nella quotidianità. Il coraggio è un gesto, un gesto che bisogna compiere prima su se stessi. Se vuoi costruire qualcosa di nuovo devi buttarti e correre il rischio di essere addirittura felice”.
Per Jago sono tre le regole per costruire un futuro brillante: “Amor proprio, ambizione ed umiltà. Amare prima se stessi per poter riversare lo stesso sentimento verso gli altri è la prima regola. Poi c’è l’originalità, ciò che fa la differenza. Non bisogna essere uguali agli altri ma usare il percorso di un altro per crearne uno nuovo. Il fallimento poi è la più grande opportunità”.

Luca Abete ha definito, l’altro ospite della tappa romana, Gessica Notaro un autentico monumento al coraggio: “Ogni donna ha una sua storia e, spesso, denunciare un abuso, un maltrattamento, non è semplice. L’amore ci deve far star bene, se iniziamo ad avvertire dei disagi, dei fastidi, siamo di fronte a dei grandi campanelli d’allarme. Può essere essenziale parlarne con le persone più vicine, senza paura o vergogna. Trovare poi una soluzione può essere più facile”.
Appassionato è stato poi l’appello a tutte le ragazze collegate: “Cosa mi ha aiutato nei momenti difficili? L’amore per gli animali: loro non hanno pregiudizi. Conservano quei valori che noi uomini abbiamo dimenticato. Mi hanno aiutato a risolvere tutti i miei problemi”.
Al talk ha preso parte, anche in questa tappa, un talent di R101, radio ufficiale del tour, che ha affidato ai Finley, un messaggio diretto e incisivo “Se avete un sogno inseguitelo e non fatevi fermare da niente e da nessuno. Il coraggio è il vostro migliore amico ed anche un pò di incoscienza non guasta mai”
In ogni tappa, con l’obiettivo di valorizzare storie di resilienza provenienti dagli studenti, viene assegnato anche il Premio #NonCiFermaNessuno. Ad aggiudicarselo è stata Marco Valerio Canto studente 23enne della facoltà di Economia che durante lo scorso lockdown si è prodigato in attività di supporto per studenti in difficoltà. Per lui un Corso in Social Media Management curato dagli esperti di MAC Formazione oltre che al simbolico manufatto firmato dagli artigiani di Polilop.
Il rispetto delle diversità è uno delle mission della campagna sociale. A parlarne è stata Benedetta De Luca, attivista per i diritti delle persone con disabilità. “Impariamo a valorizzare noi stessi – ha spiegato – impariamo ad amarci davanti allo specchio e a capire che sono proprio le nostre imperfezioni a renderci uniche. L’autostima non va di pari passo con la bellezza ma è un pò come un muscolo che va allenato giorno per giorno”.
Quando si parla di valori non si può non far riferimento all’ecosostenibilità, uno dei cavalli di battaglia dell’ideatore del format.
“Fatti contagiare dal coraggio di cambiare le cose” è invece la call to action che invita i ragazzi a condividere le pratiche corrette di riciclo delle plastiche con il supporto tecnico di Corepla, Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo ed il recupero degli imballaggi in plastica. La solidarietà è uno dei valori che la campagna diffonde, grazie anche al gemellaggio con il Banco Alimentare. “L’invito a diventare #VolontariodelBanco” – spiega Abete – riempie il cuore e supporta l’impegno della rete che opera sul territorio al servizio di chi vive il disagio della fame”.
#AmiciRari è invece il gemellaggio con UNIAMO, la Federazione delle associazioni che sostengono bambini affetti da malattie rare, in particolare, in questa tappa, quelli colpiti Distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
La tappa è stata anche un’occasione per inaugurare il MI CLUB universitario di Roma e presentare il progetto MI CAMPUS, un’iniziativa volta a sostenere gli studenti nei vari atenei ed aiutarli nell’elaborazione di tesi e altri progetti. La sinergia intrapresa tra #NonCiFermaNessuno e Mi Campus ha permesso di coinvolgere circa 50mila studenti in percorsi di crescita e formazione.
“Dall’inizio del tour ad oggi – afferma Davide Lunardelli, Head of Marketing di Xiaomi Italia – abbiamo inaugurato nuovi club in tutte le città toccate dal tour. La nostra community, è cresciuta da 350mila a 400mila fan”.
Tra le opportunità offerte ai ragazzi anche Prime Student, un pacchetto di strumenti e scontistiche offerti da Amazon Italia. Le storie più belle e i passaggi più rilevanti dell’evento saranno inclusi nei podcast quotidiani che raccontano i valori e gli sviluppi del tour 2021. Giovedì 27 maggio, dalle ore 15, sarà realizzata la conferenza stampa di chiusura del tour #NonCiFermaNessuno.
“Sono emozionatissimo. E’ stato un piccolo miracolo realizzato con una squadra fantastica che ha creduto in questo progetto. Faremo un bilancio – conclude Luca Abete – ed un resoconto dettagliato di questo esperimento riuscitissimo e molto apprezzato da migliaia di studenti universitari italiani.”

Condividi su

«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.

«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.