Metropolis Quotiano – Luca Abete ai giovani: «Come state davvero?»
All’Università degli Studi di Napoli Parthenope una vera e propria lezione di vita e di resistenza. La tappa del tour #NonCiFermaNessuno di Luca Abete è stata un viaggio intenso che è partito dal fango della cronaca più dura per arrivare al cuore pulsante delle nuove generazioni. L’incontro si è aperto con un racconto intimo e potente. Luca Abete ha ricordato ai ragazzi le sue origini, dagli studi in Architettura e a quella scelta di vita che lo ha portato a diventare la «voce di chi non ha voce». Ha ripercorso i momenti più bui della sua carriera, quando le sue inchieste contro la camorra lo hanno reso un bersaglio. Abete ha toccato un punto che ha lasciato l’aula in silenzio: il momento in cui la minaccia è diventata psicologica e digitale. Ha raccontato di quando, per intimidirlo, qualcuno modificò la sua pagina Wikipedia, scrivendo la sua biografia al passato e inserendo persino una data di morte. Un gesto brutale per dirgli che era già un “morto che cammina“. Eppure, proprio da quella violenza, è nata la forza di non fermarsi e di trasformare la paura in una missione per gli altri.