Miss Mondo

La campagna sociale #NonCiFermaNessuno è gemellata dal 2017 con l’edizione italiana del popolare concorso di bellezza Miss Mondo. Da questa sinergia sono nati degli appuntamenti fissi dedicati alle finaliste nazionali: l’incontro con Luca Abete e, dal 2019, l’assegnazione della fascia #NonCiFermaNessuno, che va alla ragazza che con la sua esperienza vissuta, incarna i valori della nostra campagna sociale-motivazionale, diventandone ambasciatrice. Durante le edizioni del tour, alcune ragazze del circuito Miss Mondo hanno partecipato agli incontri nelle università raccontando le loro esperienze, confrontandosi con gli studenti su paura, coraggio e futuro.

Miss Mondo 2024

Pamela Cesario Greggio, 26 anni, di Treviso ha conquistato tutti con la sua storia che rappresenta un’ ispirazione per tante giovani coetanee. Nata nel 1997, di Treviso: ex giocatrice di pallavolo, ha combattuto disturbi alimentari che le hanno provocato un forte sovrappeso e un difficile periodo di disagio psichico. Una fragilità affiorata improvvisamente che però non ha condizionato il suo desiderio di rinascita. Essere riuscita all’età di 26 anni ad approdare alle finali di Miss Mondo è per lei un importante rivalsa.

 

«Durante la tappa speciale del #NonCifermaNessuno tour – racconta Pamela – ho apprezzato tanto i valori di questa campagna sociale motivazionale. Ho apprezzato la formula del talk che ci ha dato la possibilità di confrontare le nostre esperienze e insieme a Luca Abete individuare possibili soluzioni ai nostri disagi»

Luca Abete, ideatore e testimonial campagna sociale #NonCiFermaNessuno

 

“Con le ragazze che partecipano alle fasi finali del concorso, parliamo del giusto significato di successo e del valore prezioso della sconfitta. Con loro affrontiamo temi importanti: paure e coraggio, sogni e passione, incidenti di percorso capaci di trasformarsi in grandi opportunità. L’obiettivo è quello di cercare di stimolare le Miss a credere in se stesse, a non fermarsi di fronte alle difficoltà ed a far capire a tutti che si può e si deve essere artefici del proprio futuro, al grido di Non ci ferma nessuno!”

Miss Mondo Italia è ormai partner storico di Luca Abete e del suo tour motivazionale #NonCiFermaNessuno.

 

“Nelle sue lezioni-spettacolo Luca Abete – spiega il direttore nazionale del Concorso Antonio Marzano – ha dimostrato di saper parlare alle ragazze di temi di vitale importanza: paure e coraggio, sogni e passione, incidenti di percorso e delusioni della vita. Aspetti capaci di trasformarsi, come dice Luca in grandi opportunità. L’obiettivo è quello di cercare di stimolare le Miss a credere in se stesse, a non fermarsi di fronte alle difficoltà ed a far capire a tutti che si può e si deve essere artefici del proprio futuro, e devo essere sincero sino in fondo, in questi anni, Luca ed il suo valente staff hanno dimostrato di saperlo fare bene. L’originalità del format comunicativo e l’importanza del messaggio trasmesso tra l’altro ci hanno fatto ricevere importanti apprezzamenti dai media e soprattutto dalle ragazze e dalle loro famiglie, e credetemi questo è un gran bel risultato”.

Miss Mondo negli anni

Alice Cosentino Ambasciatrice #NonCiFermaNessuno 2023.

Alice è una studentessa siciliana di 23 anni ed ha ricevuto la Fascia #NonCIFermaNessuno Miss Mondo Italia l’11 giugno in occasione della Finale Nazionale del concorso a Gallipoli.

-Che valore assume per te questa fascia?
Per me questa fascia assume un valore straordinario perché penso di essere riuscita a trasmettere qualcosa agli altri che possa averli ispirati anche solo in piccola parte. Sento di essere molto vicina al pensiero e ai valori che Luca riesce a portare nei suoi incontri e questo per me ha un significato non indifferente. Significa far parte della “famiglia del coraggio” di Luca che spero possa sempre ingrandirsi con più persone che si ispirano reciprocamente.
-Che impatto ha avuto su di te l’incontro motivazionale e come giudichi il valore della campagna NonCiFermaNessuno
La considero come un’esperienza molto formativa e illuminante per ciascuna persona. Luca è riuscito a creare un ambiente sicuro che ha aiutato ad aprirsi su temi delicati e molto intimi, ma allo stesso tempo dando un’opportunità di confronto con altre persone ed è questa la chiave di tutto, il confronto, perché da lì si capisce non essere soli e che alcune persone possono essere d’ispirazione per la propria crescita personale
-Nel corso dell’incontro sono emerse molte storie emozionanti, qualcuna che ti ha colpito particolarmente e che, magari, ha contribuito a motivarti?
Mi ha colpito un racconto molto semplice di una ragazza che, facendo la cameriera, si è ritrovata a confrontarsi con una persona che non aveva apprezzato il ristorante in cui lavorava. Lei, nonostante l’ostilità del signore, ha continuato a comportarsi in maniera impeccabile offrendoli l’ultima portata. Il signore, riflettendo, cambiò idea e disse alla ragazza che era molto soddisfatto e che avrebbe consigliato il ristoratore ai suoi amici. Questa storia anche se molto semplice mi ha veramente ispirata ad essere sempre cordiale con le persone che mi stanno attorno, perché essere gentili può migliorare veramente i rapporti umani portando un grande giovamento ad ambo le parti.
– Nel mondo della moda, e della bellezza in generale, ci sono emergenze frequenti che sono emerse anche dal talk. Credi che ce ne sia qualcuna da attenzionare particolarmente e che riveste un’importanza dirimente?
Non posso non parlare dell’argomento sui disturbi alimentari che è stato toccato da molte ragazze nell’incontro con Luca, è stato forse uno dei temi più trattati e condivisi da più persone in cui anche io mi sono rivista. Purtroppo oggi molte ragazze, sia nel mondo della moda che non, sono affette da questi disturbi che più che essere fisici sono mentali. L’accettazione di se stessi, sia su un livello fisico che emotivo, è un lavoro costante che va fatto tutti i giorni su se stessi, e se non si è in grado di farlo da soli non bisogna mai vergognarsi nel chiedere aiuto perché quello è proprio il primo passo per il miglioramento della propria persona.

Giada Santoro Ambasciatrice #NonCiFermaNessuno 2022.

 

“Il concetto di Serendipità è straordinario e messo in pratica nella vita di tutti i giorni può essere davvero utile a tutti noi.  L’incontro con Luca Abete ha dato modo a molte ragazze di raccontarsi e di lasciare un segno di loro, con esperienze positive e negative che abbiamo vissuto nella nostra vita e che possono essere da esempio per tutti.
Sono stata proclamata Miss “Non ci ferma nessuno 2022”. Sono davvero felice di poter portare avanti per un anno questo titolo e di essere potuta diventare la madrina di questa bellissima campagna di sensibilizzazione… porterò questa fascia col cuore e l’onore che merita. D
arò il massimo per contribuire alla diffusione dei valori di questa campagna sociale!”

Deline Nkandu Lumana Ambasciatrice #NonCiFermaNessuno 2021.

 

“Questa esperienza mi ha dato modo di spogliarmi completamente di tutte le mie paure ed insicurezze proprio per questo ho deciso di raccontare la mia storia, la storia di una ragazza che dopo un percorso lungo fatto di alti e bassi, tra ospedale e casa è riuscita a trovare la luce infondo ad un tunnel che sembrava non finire più.
Questa fascia rappresenta molto per me, ma non tanto per la fascia in se ma per il messaggio e l’iniziativa che c’è dietro a questa fascia.
Per me è sempre stato importante saper reagire agli ostacoli che la vita ci presenta e penso che per farlo ci voglia tanto coraggio e tanta forza, due aspetti fondamentali che aiutano in maniera rilevante il percorso di “ripresa”.
Ora che sono ambasciatrice di #NonCiFermaNessuno, mi piacerebbe tanto confrontarmi con persone che come me si sono sentite incapaci di affrontare qualsiasi cosa, persone che hanno avuto paura di raccontare le loro storie per paura di essere derise, sicuramente mi piacerebbe portare avanti valori come il coraggio, la determinazione, la forza interiore che molto di noi non cercano ed il credere un in se stessi, perché se noi in primis non crediamo in noi nessuno lo farà per noi.”

Adele Sammartino Miss Mondo Italia 2019 e Ambasciatrice #NonCiFermaNessuno 2019

 

“#NonCiFermaNessuno è la mia filosofia di vita: il coraggio è la forza più incredibile che conosco, quella capace di farci oltrepassare ogni paura dettata dalla parte più intrinseca di noi.”

Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
.
Unisciti alla nostra community!  Segui le nostre pagine: condividi, metti like, commenta.
La nostra campagna anti-littering continua inarrestabile!
La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
1- comunic-Azione mirata che diventa virale sui social.
2- attività concrete per migliorare gli atenei.
Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
Tutte le info sul nostro sito ufficiale e su quello di rivending!
«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
Ascolta, dici cosa ne pensi e segui le nostre pagine social.
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Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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2- attività concrete per migliorare gli atenei.
Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
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«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
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«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
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