#NonCiFermaNessuno a Campobasso, il laboratorio di Luca Abete che esplora la salute mentale dei giovani

Tour 2026 Data Campobasso

#NonCiFermaNessuno a Campobasso, il laboratorio di Luca Abete che esplora la salute mentale dei giovani

Come stanno davvero i giovani? È la domanda che #NonCiFermaNessuno di Luca Abete ha posto agli oltre 250 studenti dell’aula “Antonio Genovesi” dell’Università degli Studi del Molise. «Non sono venuto a Campobasso per lasciare risposte pronte da usare ma per portarmi via verità che altrove faccio più fatica a trovare. Qui sento meno rumore e più sostanza, meno scena e più vita vissuta. E quando il rumore si abbassa, le persone parlano di più e si raccontano meglio». 

Proprio il confronto e la ricerca di risposte autentiche sono alla base del claim della 12esima edizione: Dimmi davvero come stai. «Non è uno slogan, ma un invito a compiere uno sforzo – prosegue Abete –. Per il 2026 mi sono ripromesso di battere con i ragazzi il “benegrazismo”. Una mia invenzione linguistica che racchiude una tendenza sociale negativa: ovvero rispondere automaticamente “bene, grazie” alla domanda “come stai?”»

 

 

Nei giorni antecedenti la tappa, 15 studentesse e studenti hanno partecipato al Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione diretto dall’inviato di Striscia la notizia. Un hub interattivo in cui gli studenti hanno divulgato i valori della campagna sociale motivazionale attraverso esperimenti sociali, guerrilla creativa e contenuti social. «A tutti è stato riconosciuto un attestato di partecipazione – conclude Abete –. Andiamo via ma lasciamo un fronte aperto dove i ragazzi possono scriverci, anche in forma anonima, sul sito dimmidavverocomestai.it». 

 

Entusiasta il Rettore, Giuseppe Peter Vanoli: «Mediare la relazione attraverso uno strumento tecnologico è un errore gravissimo. #NonCiFermaNessuno porta in aula le relazioni umane, l’unico mezzo che può davvero aiutarci a crescere. Il confronto resta il valore più importante: l’Università è una palestra di dialogo, una scuola di vita». 

Gli Euro-Talks realizzati in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE hanno allargato il respiro comunitario del progetto, portando in aula le storie di studentesse e studenti protagonisti del programma. «L’Erasmus non è un viaggio, è uno “scombussolamento organizzato”. Con un gioco di parole direi: ti sposta fuori posto per rimetterti a posto». Le esperienze emerse in aula danno vita al podcast “Va tutto bene. Anzi no”

 

 

In parallelo prosegue la campagna anti-littering, l’azione a sostegno dell’ambiente che ha già portato all’installazione di sei ecocompattatori RecoPet nelle Università italiane, l’ultimo proprio a Campobasso. Antonio Protopapa, direttore della gestione operativa di Corepla, alla platea dell’Aula “Antonio Genovesi” ha detto: «Dopo Napoli, Bari, Messina, Cagliari e Siena, grazie a #NonCiFermaNessuno anche all’UNIMOL offriamo la possibilità agli studenti di usufruire del nostro eco-compattatore. Un’azione che deve spronare i giovani a diventare ambasciatori del progetto». 

Profonda la testimonianza del premiato Vinicius Oliveira, portiere brasiliano del CLN CUS Molise. «A 17 anni ho lasciato la mia famiglia in Brasile per inseguire il mio sogno: giocare a calcio a 5. I primi tempi sono stati molto difficili: nonostante una serie di infortuni alla fine ha vinto la mia caparbietà». Qualità che ha permesso di conquistare l’oro ai Campionati Nazionali Universitari di Ancona 2025

Al premiato è stato consegnato un manufatto realizzato dagli artigiani 2.0 di Polilop. In autunno sarà inoltre protagonista dell’attesissimo evento di premiazione di fine anno che coinvolgerà 50 Università italiane. 

Il tema dell’inclusione viene affrontato in maniera concreta con un gemellaggio della community con il progetto “Il Gaming Per Tutti” di MediaWorld che nasce con l’obiettivo di rendere il gaming più inclusivo e accessibile, offrendo nuove possibilità anche a giovani con disabilità. 

Non sono poi mancati momenti di leggerezza catturati dagli scatti Polaroid dell’iniziativa “Let’s say Cheese” sulle note della colonna sonora ufficiale del tour “Stai bene davvero?” – prodotta da Ondesonore Records, interpretata da Francesco Altobelli, Sofia Altobelli e dall’artista AI, Composito. R101 – radio ufficiale del tour – ha infine contribuito ad amplificare i valori della campagna anche in FM. 

Resilienza, ascolto e confronto reciproco: queste le basi su cui poggia il progetto, impreziosito dalle produzioni per il laboratorio creativo di Print Solution, mentre Dna Creative Lab ne ha curato lo sviluppo online. #NonCiFermaNessuno, che vanta la Medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prosegue il suo viaggio in giro per l’Italia: prossima tappa il 15 aprile a Chieti all’Università degli Studi “G.d’Annunzio”. 

 

#NonCiFermaNessuno 2026, le prossime tappe: 

  • 15 aprile – Chieti, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara
  • 22 aprile – Varese, Università degli Studi dell’Insubria
  • 30 aprile – Salerno, Università degli Studi di Salerno
  • 5 maggio – Palermo, Università degli Studi di Palermo
  • 19 maggio – Reggio Calabria, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
  • Tappa finale da scoprire
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«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.

«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.