Quotidiano del Molise – Gallipoli, Miss Mondo e disturbi alimentari con Luca Abete: «Toccato dalla storia della ragazza molisana»

Quotidiano del Molise

Quotidiano del Molise – Gallipoli, Miss Mondo e disturbi alimentari con Luca Abete: «Toccato dalla storia della ragazza molisana»

Nella cittadina pugliese, il popolare inviato di Striscia la notizia ha tenuto il suo talk motivazionale con le 120 semifinaliste: «Ascoltare le emergenze di una generazione per conoscerla e trovare insieme strumenti utili»

Storie di bulimia, di abbandoni familiari, lutti dolorosi ma anche tante testimonianze di coraggio e rinascita protagoniste a Gallipoli dove le 120 semifinaliste di Miss Mondo Italia hanno preso parte ad una tappa speciale del tour motivazionale #NonCiFermaNessuno ideato e animato da Luca Abete.

Grazie alla consolidata formula del talk le ragazze si sono aperte al confronto rivelando una grande umanità rispetto a temi di grande attualità. Toccante la storia di Valentina Morelli, Miss molisana che ha raccontato con coraggio come ha superato i disturbi alimentari: “Ad un provino – ha spiegato – mi dissero che non ero adatta a fare la modella. La mia vita cambiò: cominciai a sentirmi inadeguata, non mi piaceva il mio corpo ed allora decisi di punirmi. Non mangiavo più e sono finita in clinica. Grazie alla mia forza e al pensiero di mio padre, che mi guardava dall’alto, sono riuscita ad uscirne”.

Un appuntamento attesissimo e ormai consolidato, che dal 2017 giunge in Salento in occasione delle finali del concorso di bellezza e al termine del tour che vede Abete incontrare studenti in 10 prestigiose università italiane, rappresentando occasione di ascolto, confronto e rinascita per le ragazze provenienti da tutta Italia per partecipare alla fase finale del concorso.

«Qui c’è una grande festa del coraggio di giovani anime che si mettono in gioco. Il mio format – ha detto Abete – ha l’obiettivo di mettere in circolo testimonianze che sappiano alimentare fiducia in chi le ascolta e accorciare le distanze tra esperienze simili vissute tra coetanee. Lo facciamo da nove anni nelle Università, e il format è vincente anche in questo contesto. Io ho raccontato il mio disagio giovanile e le modalità con le quali l’ho gestito costruendo la mia fortuna».

Le ragazze hanno fatto altrettanto in un talk appassionato che ha regalato tanti sorrisi, momenti di commozione e energia indispensabile per continuare il percorso non solo nel concorso di bellezza, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni.

Commovente il raccolto di Oumaima Sedjat, Miss dall’Umbria, presente a Gallipoli nonostante il 16 maggio abbia perso suo padre: “Volevo mollare tutto – ha raccontato -. La sofferenza che porto dentro è devastante ma ho trovato la forza per affrontarla, magari continuando a onorare la vita e le opportunità che mi offre, proprio come sarebbe piaciuto al mio papà”.

La vittoria potrebbe avere un valore simbolico notevole per Michela Ponzo, pugliese doc: “Solo la scorsa settimana – ha detto – ho vinto la mia battaglia per avere, accanto al cognome di mia madre, anche quello di mio padre che mi aveva abbandonato prima della nascita. Non vuole saperne di me, ma io voglio dimostrargli che esisto e sono sua figlia e vincere mi aiuterà a farlo”.

L’appuntamento ha rappresentato l’inizio di un percorso di selezione che andrà avanti fino alla finale dell’11 giugno. Particolarmente soddisfatto anche Antonio Marzano, Patron della manifestazione: “Riflettendo sulla nostra collaborazione con #NonCiFermaNessuno, provo una profonda gratitudine per l’impatto che abbiamo avuto sulle vite di tante persone. La nostra partnership ha permesso a Miss Mondo Italia di offrire opportunità significative e formative alle nostre concorrenti. Queste giovani donne – ha aggiunto – hanno dimostrato una straordinaria capacità di superare gli ostacoli e di seguire i loro sogni con passione e determinazione”.

Al termine dell’evento le concorrenti si sono trattenute con Luca Abete e con lo staff di #NonCiFermaNessuno producendo contenuti fotografici e video per alimentare la divulgazione dei valori della campagna sociale anche sulle piattaforme social.

“Ognuno può diventare un testimonial di valori preziosi, – ha specificato Luca Abete – anche le 100 ragazze protagoniste oggi in platea. Dovremmo imparare a conoscerci m

eglio. Potremmo rilevare i nostri difetti e magari correggerli e al tempo stesso valorizzare i nostri talenti che talvolta non emergono solo perché rinunciamo a cercarli. Il mio augurio per ognuna di loro è che, indipendentemente dall’esito del concorso, possano raccogliere quel successo che meritano, fatto non per forza di passerelle, ma anche di gratificazioni personali nella vita di tutti i giorni”.

L’evento ha offerto anche l’opportunità di focalizzare l’attenzione sui valori della solidarietà e di incrementare le donazioni in favore del Banco Alimentare. Grazie alla call to action “Gioca & Dona” e giocando al web game Super Foody, le miss hanno contribuito ad aumentare il numero di pasti completi, messi a disposizione dal food donor LIDL Italia, destinati alle famiglie bisognose italiane.

Fonte: Quotidianodelmolise.it del 2 giugno 2023

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«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
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«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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