Unisin e Articolo21

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Giornata internazionale della gioventù. Intervista a Luca Abete

Storico inviato di Striscia la Notizia, impegnato nel volontariato, in attività solidali e di denuncia contro ingiustizie, disservizi, abusi e criminalità. Ideatore e anima del progetto #NON CI FERMA NESSUNO. Una campagna sociale nata nel 2014 per incoraggiare i giovani studenti italiani a credere in loro stessi. Un progetto costruito con un approccio che punta a trasformare sconfitte, difficoltà e paure in occasioni d’affermazione dei propri talenti.

Luca Abete, può spiegarci la sua mission?

L’obiettivo è quello d’incoraggiare i ragazzi a credere in sé stessi e a non scoraggiarsi davanti alle difficoltà. Cioè far capire al ragazzo che un apparente ostacolo insormontabile, un momento difficile, qualcosa che sembra capitato solo a lui è accaduto anche ad altri che hanno affrontato e superato quella difficoltà. L’obiettivo è quello di riappropriarsi del valore della sconfitta che, se ben gestita, può diventare strumento preziosissimo per calibrare il proprio percorso e migliorare il proprio talento correggendo difetti ed errori.  E’ questo, più o meno, quello che portiamo in campo e lo facciamo con modalità di vario tipo.  I primi anni di questa campagna sociale sono stati affiancati da una ricerca sociologica affidata a docenti e ricercatori della Sapienza, per capire meglio le esigenze dei ragazzi. La nostra è una campagna sociale che si basa soprattutto sull’ascolto dell’interlocutore per poter poi calibrare al meglio quello che vuole essere il nostro messaggio.

Nel corso del Tour motivazionale si discute di solidarietà, ambiente, rispetto reciproco e disponibilità all’ascolto. Cosa lega tra loro queste tematiche?

La crescita personale, non può essere un qualcosa che si completa nell’analisi di noi stessi. Diciamo sempre ai ragazzi di studiarsi, studiare il proprio talento e valorizzarlo. Studiare i propri errori e correggerli. Ma bisogna partire dal presupposto che lo sviluppo di quello che siamo nasce anche dalla simbiosi, dal rispetto, dall’armonia con il mondo circostante. Il mondo circostante è fatto di ambiente, una tematica molto cara soprattutto ai giovani. Chi accresce la propria sensibilità nei confronti del mondo se ne avvantaggia. La solidarietà è uno dei punti forza di questa campagna sociale, imparare a donarsi aumenta la consapevolezza della disponibilità. Dalla disponibilità e dallo scambio nascono piccoli miracoli che si attuano poi con nuove consapevolezze che ci rendono più forti e consapevoli.  Siamo gemellati da due anni con “UNIAMO” la Federazione delle Associazioni Persone con Malattie Rare e con il “Banco Alimentare” perché quando il cuore viaggia bene, viaggia meglio anche la testa.

Lei ha creato anche una community attiva sul web. Quali stimoli potranno emergere da questa esperienza?

L’obiettivo di creare una community sta nel far capire ai ragazzi quanto sia importante mettere a disposizione la propria esperienza per cercare di accorciare le distanze. E’ fondamentale per condividere non soltanto i successi, ma anche i momenti difficili. Tutti abbiamo attraversato quell’età. Quando ci capitava qualcosa, da ragazzi, sembrava sempre che la sfortuna si fosse accanita soltanto contro di noi. La community nasce proprio per questo, mettere a disposizione storie di coraggio che possano alimentare fiducia in se stessi e storie di resilienza, di difficoltà a superare ostacoli, che possano far capire quanto il destino sia molto simile per tutti.

L’attenzione del mondo accademico e scolastico non si è fatta attendere dalle prime edizioni. Quale percorso divulgativo ha caratterizzato il progetto e quali sono stati i risultati raggiunti?

Abbiamo fatto un esperimento vero e proprio. #NONCIFERMANESSUNO è nato per caso. Giravo per le Università a parlare d’informazione, comunicazione, indagini, inchieste, televisione. Mi chiedevano come avessi fatto ad arrivare a Striscia. Ho capito che ai ragazzi serviva ascoltare storie di successo, credibili, vicine alla loro dimensione, alle quali aggrapparsi. Ho capito che questo poteva essere il percorso per fare qualcosa di buono per tanti studenti italiani. Ovviamente, per farlo bisognava sperimentare. L’abbiamo fatto con la voglia di ascoltare e mettere al servizio dei ragazzi formule particolari di approccio. Sono nate campagne virali, flash mob, veicolandole su tutti i canali possibili, ultimo il podcast, partendo dalle storie di ragazzi che ne contagiavano altri. Nelle Università, nei luoghi d’aggregazione giovanili ho incontri, speach di un’ora e più, durante i quali non do lezioni di vita. Per una volta, i ragazzi non si sentono allievi che ascoltano il maestro. Io non insegno la vita, racconto la mia storia.  E quando i ragazzi capiscono che nella storia di Luca Abete ci sono tanti punti simili a quelli che stanno vivendo si ritrovano più forti, più coraggiosi. A fine incontro, non ti dicono bravo – come si direbbe al termine di un show ad un artista – ma grazie come si direbbe a un amico. Questa è la gratificazione più bella per me.

 Tra i diversi luoghi d’aggregazione coinvolti nel progetto ne ricordiamo uno in particolare, la Città del Vaticano. Come ha vissuto l’incontro con Papa Francesco?

Quella è stata una tappa incredibile non soltanto per l’emozione personale, ma perché conferma la bontà di un percorso, di una filosofia, di una mission. Abbiamo semplicemente fatto le cose per bene. Quando abbiamo fatto conoscere il progetto è stato apprezzato dal mondo accademico, poi dai ministeri, e poi è arrivata la Medaglia del Presidente della Repubblica. Sono arrivate anche gratificazioni importanti, come il titolo di Professore ad honorem dall’Università di Parma. Poi è arrivato addirittura l’invito in Vaticano: parlare con Papa Francesco davanti a 7.000 ragazzi è stato davvero qualcosa d’incredibile! Quando ho parlato con Papa Francesco ho raccontato il mio impegno a Striscia. L’ha colpito il rischio che corro nel realizzare i miei servizi d’inchiesta. Ho chiesto una benedizione per me, per gli altri inviati e per tutto lo staff. Alla fine abbiamo fatto anche un bellissimo selfie insieme, che poi è finito su tutti i giornali, mentre lui scherzava dicendo: “Ma che facciamo, le foto come i ragazzini?”  E io rispondevo: “Francesco, noi siamo due ragazzini! Scattiamoci stà foto!”.

I suoi contributi al Giffoni Film Festival, alla manifestazione Palermo chiama Italia e ad altre iniziative culturali e d’impegno sociale sono messaggi di fiducia e speranza per i ragazzi?

Sì, perché, alla fine dobbiamo dare dei connotati all’azione che portiamo avanti. Il nostro tour universitario, in primavera, catalizza l’attenzione di molti studenti e organi d’informazione. E’ un messaggio che può diventare universale. Un messaggio di coraggio e vale per tutti. Quando i ragazzi mi dicono che hanno paura del futuro, li invito a pensare a quale paura può avere del futuro un ottantenne o un novantenne. Il ragazzo deve costruire la sua vita, una persona anziana ha paura che possa finire da un momento all’altro. Il nostro è un messaggio di coraggio che può essere veramente utile a tutte le persone. Per questo siamo arrivati dappertutto, come alle finali di Miss Mondo dove abbiamo parlato alle 150 finaliste come alle 149 escluse. Siamo arrivati anche nei luoghi dove ci sono solo adulti. Abbiamo coniugato il significato di coraggio e affermazione di se stessi anche per parlare di lotta contro le mafie. La partecipazione alle commemorazioni della strage di Capaci, per tre anni consecutivi a Palermo, ha rappresentato l’opportunità per parlare a migliaia di ragazzi giovanissimi e far capire loro quanto sia concreta la possibilità di determinare il futuro indipendentemente da quello che accade intorno. La mafia possiamo sconfiggerla con la consapevolezza del nostro valore e con la valorizzazione del nostro talento.

Quale relazione può esistere tra un’idea sperimentale e tante storie di resilienza giovanile?

Quando parti con un progetto sperimentale, ti trovi da solo con un’idea e non sai se funzionerà. I riconoscimenti che sono arrivati hanno trasformato anche la mia stessa consapevolezza. Tappa dopo tappa, anno dopo anno, stagione dopo stagione, evento dopo evento, questo messaggio, questa formula è sempre cambiata, non è stata mai la stessa. Abbiamo ascoltato, coinvolto i ragazzi per cercare di raggiungere risultati migliori sia in termini qualitativi che in termini numerici. I riconoscimenti che sono arrivati hanno dato la consapevolezza, la consacrazione a questo messaggio che ritengo particolarmente utile. All’inizio, quando arrivavamo all’Università, notavamo un po’ di paura. Ritrovarsi Luca Abete dentro l’Università avrebbe potuto significare servizi d’inchiesta per Striscia la Notizia. All’inizio, quando contattavamo le Università, qualche volta sentivamo che il telefono si chiudeva per il timore di un servizio televisivo non voluto. Aggiungo che il discorso motivazionale oggi è particolarmente diffuso. Il termine resilienza oggi è diffusissimo, ma sette anni fa – quando abbiamo cominciato – parlandone, dovevamo spiegarne il significato anche con delle slide. Grazie al nostro piccolo contributo, c’è stata una grandissima evoluzione nel portare avanti messaggi utili e quanto mai necessari soprattutto in questo periodo di pandemia che ha messo a dura prova i ragazzi.

Per il futuro, cosa dobbiamo aspettarci ancora dalla campagna sociale #NONCIFERMANESSUNO?

Noi continueremo sempre ad ascoltare i ragazzi. Continueremo a sperimentare e a seguire le tendenze o le necessità del momento. Nell’ultima edizione del Tour Italia Talk, che si è svolta in streaming, abbiamo utilizzato un claim che ha avuto un enorme successo: contagiamoci di coraggio. Un invito a vivere il contagio da Covid nella maniera giusta. L’unico tipo di virus che ci piace diffondere è proprio quello del coraggio. Sicuramente mi piacerebbe coinvolgere un target diverso e ampliare la fascia di utenza. Stiamo immaginando eventi per le scuole superiori, School Day in città simbolo dove avviare anche un confronto con i ragazzi. Oggi sentiamo parlare spesso di giovani allo sbando o che non hanno valori: proprio gli stessi discorsi che facevano i grandi quando noi eravamo ragazzini! Allora mancavano i social network che oggi amplificano modi di pensare e situazioni. Continueremo ad inseguire le necessità dei ragazzi, ad intercettare i loro bisogni; ma ci piacerebbe coinvolgere anche i bambini. L’Italia ha bisogno di riappropriarsi del prestigio, del valore, della cultura, della ricerca, della capacità di ricercare soluzioni che ci hanno resi famosi nel mondo. Per trasmettere questi valori dobbiamo partire proprio dai bambini. Considerare i bambini potrebbe aiutarci ad isolare il bullismo. Il bullo approfitta delle debolezze dei ragazzi più fragili. Se lavoriamo per aumentare la consapevolezza che una debolezza non è poi la fine del mondo, ma soltanto una fase transitoria verso una nuova consapevolezza, potremmo rendere i ragazzi meno vulnerabili e sconfiggere anche il bullismo.

Brunella Trifilio

Fonte Sito Unisin https://www.unisin.it/2021/08/notizie/11823/ e ripreso anche da Articolo21.it https://www.articolo21.org/2021/08/giornata-internazionale-della-gioventu-intervista-a-luca-abete/

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«Abbiate coraggio e abbiate forza, perché possiamo farcela anche nei momenti più bui.»

Angela Sammarro, vent’anni, di Acri, cieca dalla nascita. 
Studia Scienze Politiche all’Università della Calabria, suona il pianoforte al Conservatorio e sogna di diventare giornalista.

Il Premio #NonCiFermaNessuno non premia l’eccezionalità, ma l’autenticità: storie uniche e al tempo stesso quotidiane, in cui ciascuno può riconoscersi e dire «Posso farcela anche io». Quella di Angela è una delle 22 storie premiate a Lanciano, dove il Premio ha celebrato il suo atto conclusivo.

Se oggi qualcuno ha bisogno di sentirselo dire. Condividi questo video. 

#NonCiFermaNessuno
Quando tutto si ferma, a volte basta una scintilla per ripartire. 

E Giacomo ha avuto il suo riscatto grazie a quella scintilla che per lui è stata l’intelligenza artificiale. 
Una passione riaccesa grazie a un regalo della sua compagna, che gli è stata accanto in quei mesi. ❤️

Da lì ha ricominciato a sperimentare. E l’università, rimasta in pausa per un anno e mezzo, è ripartita proprio da quel punto. 🎓

Il traguardo è arrivato con una laurea e una tesi sull’intelligenza artificiale applicata alla musica. 🎶

Questo è il suo riscatto: trasformare il momento più difficile nel punto di forza 💪
#NonCiFermaNessuno #riscatto #laurea #storie
«Facevo l’animatore, ero l’ultima ruota del carro; poi sono arrivati i bambini: la loro gratificazione mi ha dato la spinta che non mi ha più fermato.»

Ti sei mai sentito invisibile in un lavoro? Lascia un cuore giallo 💛 nei commenti.

#noncifermanessuno #lucaabete #motivation #lavoro
«Come puoi scegliere tu cosa io posso fare e cosa non posso fare?» 

Ad @eleonora_del_fosco le avevano detto che non poteva più studiare. 

Oggi è laureata ed esperta contabile abilitata.
Nel 2024 ha ricevuto il premio #noncifermanessuno presso @universitadannunzio 

La vostra vita non è la loro. 
Qualcuno ha mai provato a decidere al posto tuo cosa potevi o non potevi fare? Raccontacelo nei commenti: la tua storia può dare coraggio a qualcun altro.
#NonCiFermaNessuno
«Forse abbiamo semplicemente sbagliato classifica. Perché non sempre chi arriva primo ha la storia più utile da raccontare.» Afferma Luca Abete in un’intervista.

Il Premio #NonCiFermaNessuno è un riconoscimento che non guarda ai voti, ma a chi si è fermato, ha ripreso fiato ed è ripartito. Studenti da tantissime università italiane, ognuno con la propria storia.

Una storia vince davvero quando comincia a servire a chi l’ascolta. 💛
Condividilo con chi ha bisogno di sentirselo dire.

#NonCiFermaNessuno #PremioNonCiFermaNessuno #LucaAbete #Didacta
“Non bisogna sentirsi troppo oppressi dalle aspettative sociali».

Alessandra racconta la “vita lenta”, un concetto che ha appreso in Spagna: non lasciarsi andare, ma imparare a bilanciare l’impegno con la corsa a dare sempre il massimo. Un’esperienza che l’ha aiutata a crescere e a superare le difficoltà.

Con #NonCiFermaNessuno ogni storia come la sua è un modo per ascoltare i ragazzi e accorciare le distanze: il vero «come stai» comincia da qui. 

E tu, quanto ti senti schiacciato dalle aspettative?
 
#NonCiFermaNessuno #LucaAbete #DimmiDavveroComeStai
«Anche un incidente di percorso non deve fermare la nostra corsa.»

Le parole di Luca Abete a Palermo, a «La Sicilia fa Scuola», sono il messaggio che #NonCiFermaNessuno porta da dodici anni tra i giovani: nei momenti difficili si riparte da ciò in cui si crede, e nessuno è solo.

Dimmi davvero come stai: cosa ti ha fatto ripartire? Scrivilo nei commenti o lascia un 💛👇

#NonCiFermaNessuno #DimmiDavveroComeStai #LaSiciliaFaScuola
«Ognuno di noi è diverso l’uno dall’altro ed è proprio questo che dobbiamo tenere a mente.»

Queste le parole di Aurora, intervenuta alla tappa speciale della campagna sociale #NonCiFermaNessuno.

Parole che testimoniano concretamente i valori che #NonCiFermaNessuno porta da dodici anni tra i giovani e nelle università italiane: inclusione, rispetto delle differenze, ascolto e coraggio di mettersi in gioco.

Perché ogni differenza è parte di ciò che siamo, e la vera forza di una comunità sta nel saperla accogliere.

Quante volte qualcuno ti ha fatto sentire sbagliato, o ha provato a influenzare chi sei davvero?
Raccontacelo o lascia  un 💛

#NonCiFermaNessuno #inclusione #StatiGeneraliDellIstruzionePalermo
Jasmine ha una disabilità visiva. 
Ma non è questo a raccontare chi è.
Intervenendo al talk di Luca Abete agli Stati Generali dell’Istruzione ha raccontato la sua storia, con una sincerità che arriva dritta al cuore.

Ha parlato di barriere. Non solo di quelle che si vedono, ma di quelle più silenziose, che pesano di più: limiti che  a volte non nascono dalla disabilità, ma da una società che fatica ad includere.
Eppure, dentro, Jasmine è viva. Ama la vita, ha voglia di mettersi in gioco, di partecipare, di esserci. Ha una vita piena e bella, costruita con coraggio e determinazione.
#NonCiFermaNessuno
Grande attenzione da parte della stampa per Luca Abete,
che ha ribadito una convinzione maturata in anni di incontri
con gli studenti: «Continuiamo a parlare tantissimo DEI ragazzi, e pochissimo CON i ragazzi».

Dal 2014, con la campagna sociale #NonCiFermaNessuno, incontra i giovani in tutta Italia. E dietro le etichette con cui spesso vengono descritti: fragili, disorientati, ansiosi, ha trovato ragazzi che chiedono una cosa sola: poter dire «non so dove sto andando» senza sentirsi sbagliati.

#NonCiFermaNessuno #LucaAbete #StatiGeneraliDellaScuola

«Abbiate coraggio e abbiate forza, perché possiamo farcela anche nei momenti più bui.»

Angela Sammarro, vent’anni, di Acri, cieca dalla nascita. 
Studia Scienze Politiche all’Università della Calabria, suona il pianoforte al Conservatorio e sogna di diventare giornalista.

Il Premio #NonCiFermaNessuno non premia l’eccezionalità, ma l’autenticità: storie uniche e al tempo stesso quotidiane, in cui ciascuno può riconoscersi e dire «Posso farcela anche io». Quella di Angela è una delle 22 storie premiate a Lanciano, dove il Premio ha celebrato il suo atto conclusivo.

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#NonCiFermaNessuno
Quando tutto si ferma, a volte basta una scintilla per ripartire. 

E Giacomo ha avuto il suo riscatto grazie a quella scintilla che per lui è stata l’intelligenza artificiale. 
Una passione riaccesa grazie a un regalo della sua compagna, che gli è stata accanto in quei mesi. ❤️

Da lì ha ricominciato a sperimentare. E l’università, rimasta in pausa per un anno e mezzo, è ripartita proprio da quel punto. 🎓

Il traguardo è arrivato con una laurea e una tesi sull’intelligenza artificiale applicata alla musica. 🎶

Questo è il suo riscatto: trasformare il momento più difficile nel punto di forza 💪
#NonCiFermaNessuno #riscatto #laurea #storie
«Facevo l’animatore, ero l’ultima ruota del carro; poi sono arrivati i bambini: la loro gratificazione mi ha dato la spinta che non mi ha più fermato.»

Ti sei mai sentito invisibile in un lavoro? Lascia un cuore giallo 💛 nei commenti.

#noncifermanessuno #lucaabete #motivation #lavoro
«Come puoi scegliere tu cosa io posso fare e cosa non posso fare?» 

Ad @eleonora_del_fosco le avevano detto che non poteva più studiare. 

Oggi è laureata ed esperta contabile abilitata.
Nel 2024 ha ricevuto il premio #noncifermanessuno presso @universitadannunzio 

La vostra vita non è la loro. 
Qualcuno ha mai provato a decidere al posto tuo cosa potevi o non potevi fare? Raccontacelo nei commenti: la tua storia può dare coraggio a qualcun altro.
#NonCiFermaNessuno
«Forse abbiamo semplicemente sbagliato classifica. Perché non sempre chi arriva primo ha la storia più utile da raccontare.» Afferma Luca Abete in un’intervista.

Il Premio #NonCiFermaNessuno è un riconoscimento che non guarda ai voti, ma a chi si è fermato, ha ripreso fiato ed è ripartito. Studenti da tantissime università italiane, ognuno con la propria storia.

Una storia vince davvero quando comincia a servire a chi l’ascolta. 💛
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#NonCiFermaNessuno #PremioNonCiFermaNessuno #LucaAbete #Didacta
“Non bisogna sentirsi troppo oppressi dalle aspettative sociali».

Alessandra racconta la “vita lenta”, un concetto che ha appreso in Spagna: non lasciarsi andare, ma imparare a bilanciare l’impegno con la corsa a dare sempre il massimo. Un’esperienza che l’ha aiutata a crescere e a superare le difficoltà.

Con #NonCiFermaNessuno ogni storia come la sua è un modo per ascoltare i ragazzi e accorciare le distanze: il vero «come stai» comincia da qui. 

E tu, quanto ti senti schiacciato dalle aspettative?
 
#NonCiFermaNessuno #LucaAbete #DimmiDavveroComeStai
«Anche un incidente di percorso non deve fermare la nostra corsa.»

Le parole di Luca Abete a Palermo, a «La Sicilia fa Scuola», sono il messaggio che #NonCiFermaNessuno porta da dodici anni tra i giovani: nei momenti difficili si riparte da ciò in cui si crede, e nessuno è solo.

Dimmi davvero come stai: cosa ti ha fatto ripartire? Scrivilo nei commenti o lascia un 💛👇

#NonCiFermaNessuno #DimmiDavveroComeStai #LaSiciliaFaScuola
«Ognuno di noi è diverso l’uno dall’altro ed è proprio questo che dobbiamo tenere a mente.»

Queste le parole di Aurora, intervenuta alla tappa speciale della campagna sociale #NonCiFermaNessuno.

Parole che testimoniano concretamente i valori che #NonCiFermaNessuno porta da dodici anni tra i giovani e nelle università italiane: inclusione, rispetto delle differenze, ascolto e coraggio di mettersi in gioco.

Perché ogni differenza è parte di ciò che siamo, e la vera forza di una comunità sta nel saperla accogliere.

Quante volte qualcuno ti ha fatto sentire sbagliato, o ha provato a influenzare chi sei davvero?
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#NonCiFermaNessuno #inclusione #StatiGeneraliDellIstruzionePalermo
Jasmine ha una disabilità visiva. 
Ma non è questo a raccontare chi è.
Intervenendo al talk di Luca Abete agli Stati Generali dell’Istruzione ha raccontato la sua storia, con una sincerità che arriva dritta al cuore.

Ha parlato di barriere. Non solo di quelle che si vedono, ma di quelle più silenziose, che pesano di più: limiti che  a volte non nascono dalla disabilità, ma da una società che fatica ad includere.
Eppure, dentro, Jasmine è viva. Ama la vita, ha voglia di mettersi in gioco, di partecipare, di esserci. Ha una vita piena e bella, costruita con coraggio e determinazione.
#NonCiFermaNessuno
Grande attenzione da parte della stampa per Luca Abete,
che ha ribadito una convinzione maturata in anni di incontri
con gli studenti: «Continuiamo a parlare tantissimo DEI ragazzi, e pochissimo CON i ragazzi».

Dal 2014, con la campagna sociale #NonCiFermaNessuno, incontra i giovani in tutta Italia. E dietro le etichette con cui spesso vengono descritti: fragili, disorientati, ansiosi, ha trovato ragazzi che chiedono una cosa sola: poter dire «non so dove sto andando» senza sentirsi sbagliati.

#NonCiFermaNessuno #LucaAbete #StatiGeneraliDellaScuola