Gazzetta del Mezzogiorno – Bari: intervista a Luca Abete

Gazzetta del Mezzogiorno – Bari: intervista a Luca Abete

«L’amore ci valorizza e accorcia le distanze»
A lezione da Luca Abete, ideatore di «NonCiFermaNessuno»
DURANTE L’INCONTRO LE FRAGILITÀ SVELATE
«Spiego ai ragazzi che la più bella forma di
«La pandemia ha fatto emergere sensibilità altruismo può essere l’egoismo. Quello sano nascoste. Ora sognano equilibrio e serenità mirato alla valorizzazione del proprio talento. Non nascondono sentimenti di rabbia»
di Barbara Minafra

BARI. «Ogni talk è un volo tra le paure, le sensazioni che vivono tanti studenti italiani.
Quelli di Bari si sono rivelati straordinari. Hanno vissuto quest’esperienza con intensità partecipando alla fase organizzativa e agli sviluppi dell’evento che li vede, da sem-pre, parte attiva. Ogni tappa è una catapulta: anche a Bari abbiamo prodotto contenuti preziosi che, grazie ad un attento lavoro di comunicazione, raggiungeranno altri studenti italiani. Ed è questa la forza del format che riscuote tanto successo tra gli studenti».
Luca Abete, ideatore della campagna motivazionale ‹NonCiFermaNessuno», ha invitato l’aula magna del Politecnico di Bari, piena di gio-vanissimi, a guardare al futuro con curiosità, innovazione e ottimismo. Con lo slogan «Impariamo ad amarci» che accompagna la decima edizione del tour nazionale, ha quindi sollecitato un sano egoismo.
«Con un gioco di parole provocatorio – ha detto – spiego ai ragazzi che la più bella forma di altruismo può essere l’egoi-smo. Mi riferisco però a quello sano, mirato alla valorizzazione del proprio talento e a prendersi cura di se stessi diventando un autentico atto di amore che permetterà di diventare persone migliori, finendo col migliorare la vita di chi abbiamo intorno».
Un tour motivazionale tra i giovani dove sostenerli è soprattutto avere fiducia in
loro. Saranno buoni protagonisti del nostro futuro?
«Se riusciranno ad esserlo, lo scopriremo domani. Intanto
molti di loro arrancano e vivono uno smarrimento preoccupante. A loro dico che il miglior modo per vincere la paura del futuro può stare nel concentrarsi sul presente. Partire dai propri punti di forza, troppo spesso sottovalutati, può dare energia. Affrontare le fragilità, poi, può consentire di superarle o anche di imparare semplicemente a convivere con esse. In fondo non esistono difetti, ma solo caratteristiche che ci rendono diversi l’uno dall’altro».
Ha attraversato l’Italia da Nord a Sud negli ultimi 10 anni. Come ha visto cambiare i giovani prima e dopo la pandemia? E queste guerre, le minacce esterne influiscono sulla loro serenità?
«Il Covid ha rappresentato un cambiamento notevole. Siamo partiti dieci anni fa con gli studenti concentrati sul futuro lavorativo e sulle prospettive coerenti al percorso universitario. La pandemia ha fatto emergere sensibilità nascoste che hanno preso possesso del dibattito. Ora sognano equilibrio, serenità, non nascondono sentimenti di rabbia o insoddisfazione. Le vicende internazionali, il clima di guerra a pochi chilometri da loro, non contribuiscono di certo a rasserenarli».
Per molti questo è tempo di grandi decisioni. Scegliere un corso di laurea è laprima grande prova di co-
raggio. Come aiutarli?
«Le scelte spaventano e, dai racconti che ascolto, noto che c’è chi non arriva pronto al momento in cui serve prendere una decisione. Come in tutte le cose della vita c’è bisogno di partire in anticipo e praticare uno stile di vita impostato sulla curiosità e sull’esplorazione. Se non ci si sperimenta, non si conosce se stessi e di certo risulta complesso fare la scelta giusta.
Oltre a questo, ai ragazzi dico sempre: l’importante è mettersi in gioco. Se la scelta fatta dovesse rivelarsi insoddisfa-cente, si può sempre ripartire
verso altre direzioni».
A cosa serve imparare ad amarsi, l’invito che il tour rivolge agli studenti?
«Il claim di quest’anno è un modo per rilanciare l’amore come punto di partenza per riscoprire se stessi e poi per entrare in armonia con gli altri. Amore per noi stessi valorizza quello che siamo, migliora la propria reputazione, abbatte uno dei problemi principali degli studenti ovvero quella sensazione di solitudine che molto spesso è solo percepita ma non esiste realmente. E’ bello poter creare occasioni di confronto come questa. Il segreto è accorciare le distanze, mettere dentro molte storie, accostare tante vite apparentemente diverse che però, quando mettono a nudo le fragilità, si ritrovano ad essere molto più vicine fra loro ed anche capaci di esaltare tutta la forza e l’energia che i ragazzi e le ragazze hanno dentro».

Il rettore Cupertino: «L’università deve essere un vero percorso trasformativo»
«Il Politecnico è spazio e opportunità a disposizione degli studenti con l’obiettivo di costruire insieme il loro futuro»

Pausa estiva e nuovi appuntamenti a settembre per il tour motivazionale di «NonCiFermaNessuno» che è passato anche dal Politecnico di Bari. Al centro dell’esperimento di comunicazione che dal 2018 vanta la medaglia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i patrocini del ministero dell’Università e della Ricerca e della Crui-Conferenza dei rettori universitari italiani e, da quest’anno, la collaborazione con l’Ordine Nazionale degli Psicologi, c’è il talk condotto da LucaAbete basato sull’ascolto di una generazione che si percepisce fragile. Protagonisti le studentesse e gli studenti che si sono raccontati e confrontati mettendo in evidenza bisogni, paure, sogni, aspettative, alla ricerca delle giuste motivazioni per non abbattersi davanti agli ostacoli.
«Nello sport come nella vita bisogna sapersi rialzare. Il calcio insegna – ha detto in un applaudito videomessaggio il campione del mondo che esordì in A con la maglia del Bari, Gianluca Zambrotta, – che c’è sempre una seconda occasione: puoi perdere, ma la domenica successiva hai l’occasione del riscatto.
Io ho sempre avuto due obiettivi: diplomarmi e arrivare in Serie A. Siate caparbi, costanti, puntate una meta e inseguitela con passione. Il futuro fa paura se non si hanno le idee chiare».
Particolare evidenza è stata data all’esperienza di Claudia Misceo a cui è andato il Premio #NonCiFermaNessuno, riconoscimento assegnato nelle varie tappe alle storie di resilienza perché possano essere da stimolo per altri studenti. Claudia, leader del Team Corse del Politecnico, sta dedicando vita universitaria e personale alle monoposto del Poliba:
«Non mi sono ancora laureata – ha raccontato – ma vi dico: prendevi il tempo per seguire le vostre passioni. L’ingegneria meccanica è un campo maschile ma sta cambiando. Legatevi ai vostri sogni: solo così si può arrivare in una vettura da corsa a competere sui grandi circuiti internazionali».
In quello che è diventato un appuntamento fisso nell’agenda dei maggiori atenei italiani, ad ascoltare esigenze, necessità e paure dei giovani universitari c’era anche il rettore Francesco Cupertino: «Vogliamo che il percorso universitario sia per i nostri studenti e le nostre studentesse un’esperienza non soltanto formativa, ma trasformativa, che faccia di loro persone più ricche di conoscenze e capaci di utilizzare queste conoscenze per fare cose più complesse, più difficili, più belle di quelle che sapevano fare prima. Per questo – ha detto – offriamo tutte le opportunità che possiamo, di crescere insieme anche al di là dello studio, attraverso il confronto e la condivisione delle idee. In questo percorso, #Non-CiFermaNessuno è uno dei momenti migliori per stare insieme, riscoprendo le motivazioni più profonde e allontanando le paure che, spesso, ci impediscono di realizzare i nostri progetti. Vogliamo rilanciare questo messaggio agli studenti del Politecnico, ma anche alle ragazze e ai ragazzi delle scuole superiori, che guardano a noi come a un’opportunità per costruire insieme il loro futuro».
Il format, che sostiene anche obiettivi green e solidali, ha portato all’installazione di un eco-com-pattatore «Recopet› di Corepla per il riciclo delle bottiglie in plastica nel Campus di Bari. La charity di questa edizione è invece legata al webgame Su-perFoody che consente agli studenti di giocare e donare pasti al Banco Alimentare.

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«Se non siamo sinceri con noi stessi, come possiamo esserlo con gli altri?»
La solitudine non è solo mancanza di persone. È anche mancanza di parole vere.
Sui social siamo sempre connessi, ma spesso dietro filtri, immagini perfette e risposte automatiche. Così possiamo sentirci circondati e restare profondamente soli.
Ne ha parlato Luca anche nella tappa all’Università degli studi del Molise con Matilde.
#NonCiFermaNessuno nasce per questo: creare confronto, ascolto e spazi in cui poter dire davvero come stiamo.
Perché a volte, per sentirsi meno soli, basta che qualcuno inizi ad ascoltare.
«Due maschi? Che schifo!»
C’è chi ci vede un momento romantico.
E chi ci vede un problema.
PEr la nostra community l’amore non divide mai. Per questo motivo con gli studenti dell’#NCFN LAB abbiamo realizzato questo esperimento sociale. Un test per mettere alla prova reazioni e azioni, sensibilità e pregiudizi che ancora esistono nella nostra società.
🎤📚 Durante il Tour 2026 di Non Ci Ferma Nessuno, Luca Abete ha improvvisato una poesia dedicata agli studenti universitari.

Parole nate sul momento, ma capaci di raccontare sogni, paure, coraggio e la voglia di non mollare mai. ❤️

Perché a volte basta una rima sincera per ricordarci che ogni percorso, anche il più difficile, merita di essere vissuto fino in fondo.

Qual è il verso che ti rappresenta di più? Scrivilo nei commenti. 👇

#NonCiFermaNessuno #LucaAbete #Tour2026 #Università #Studenti Motivazione ReelItalia TikTokItalia CampusLife Ispirazione MaiMollare
«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.

«Se non siamo sinceri con noi stessi, come possiamo esserlo con gli altri?»
La solitudine non è solo mancanza di persone. È anche mancanza di parole vere.
Sui social siamo sempre connessi, ma spesso dietro filtri, immagini perfette e risposte automatiche. Così possiamo sentirci circondati e restare profondamente soli.
Ne ha parlato Luca anche nella tappa all’Università degli studi del Molise con Matilde.
#NonCiFermaNessuno nasce per questo: creare confronto, ascolto e spazi in cui poter dire davvero come stiamo.
Perché a volte, per sentirsi meno soli, basta che qualcuno inizi ad ascoltare.
«Due maschi? Che schifo!»
C’è chi ci vede un momento romantico.
E chi ci vede un problema.
PEr la nostra community l’amore non divide mai. Per questo motivo con gli studenti dell’#NCFN LAB abbiamo realizzato questo esperimento sociale. Un test per mettere alla prova reazioni e azioni, sensibilità e pregiudizi che ancora esistono nella nostra società.
🎤📚 Durante il Tour 2026 di Non Ci Ferma Nessuno, Luca Abete ha improvvisato una poesia dedicata agli studenti universitari.

Parole nate sul momento, ma capaci di raccontare sogni, paure, coraggio e la voglia di non mollare mai. ❤️

Perché a volte basta una rima sincera per ricordarci che ogni percorso, anche il più difficile, merita di essere vissuto fino in fondo.

Qual è il verso che ti rappresenta di più? Scrivilo nei commenti. 👇

#NonCiFermaNessuno #LucaAbete #Tour2026 #Università #Studenti Motivazione ReelItalia TikTokItalia CampusLife Ispirazione MaiMollare
«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.