Gerry Scotti

Gerry Scotti

Gerry Scotti è stato l’ospite della prima tappa del Tour #NonCiFermaNessuno Italia Talk 2022

“Ho avuto paura di morire per il Covid, mia nipote mi ha dato coraggio e forza”

Il presentatore si è commosso durante l’incontro con gli studenti del Politecnico di Torino: “Non vergognatevi di emozionarvi”

Particolarmente toccante ed emozionante, durante la prima tappa di #NonCiFermaNessuno a Torino, è stato l’intervento di Gerry Scotti. Il conduttore di Striscia la Notizia non si è sottratto alle domande di Luca Abete e degli studenti e neanche a mostrare le sue emozioni, commuovendosi quando ha ricordato la sua terribile esperienza con il Covid e la possibilità di non uscire vivo dal reparto di Rianimazione.

“Mi ha aiutato l’idea, che una volta uscito, avrei visto l’arrivo della mia nipotina – ha ricordato con gli occhi lucidi Gerry Scotti -, quindi agli studenti dico di avere fiducia nella vita perché vi dà risposte anche se non fate domande. Uno dei momenti più difficili della mia vita è stata la perdita dei miei genitori. In quel momento sembra che devi passare alla cassa, fare il bilancio sulle cose fatte male, sui rapporti. Io ero genitore e questo mi ha aiutato, non potevo fermarmi ma dovevo insegnare ancora tanto a mio figlio”. Gerry si è commosso su questi ricordi e ha chiesto agli studenti di “non vergognarsi delle emozioni”. Da 35 anni Gerry Scotti è protagonista in tv, ma non è stato un percorso semplice il suo, testimone vivente e forse inconsapevole della serendipità. “Vengo da una famiglia di operai e volevo fare il liceo classico. All’epoca per una famiglia della mia classe sociale sembrava una chimera, e invece, grazie al supporto dei miei genitori ce l’ho fatta. Anche quando mi portai a settembre, latino e greco. La mia famiglia e i miei amici mi stettero vicino, superai gli esami e il liceo non fu più un problema”.

Tanti gli aneddoti snocciolati da Gerry Scotti pungolato anche dagli studenti. “Ho solo da imparare dai ragazzi, avrei voluto che la mia generazione avesse la loro forza, la loro consapevolezza di essere momento fondamentale della vita. Noi, ora boomer, eravamo meno consapevoli e determinati di come sono loro adesso. Facevamo ciò che le nostre famiglie ci indirizzavano. Come detto io volli fare il liceo classico e poi volevo diventare avvocato. Come capitato a tutti i disoccupati italiani sono diventato presentatore televisivo. Come Mike Bongiorno, Pippo Baudo e poi io.  Non è vero che ora i ragazzi  – ha poi aggiunto il presentatore – hanno meno difficoltà, anzi. Sono molto più appuntite”.

Scotti ha voluto dare dei consigli agli studenti, frutto della sua esperienza di vita e professionale. “Occorre praticare gentilezza. L’apparenza è che nel mondo di oggi chi urla, chi è sgarbato arriva prima. Nella vita privata e lavorativa ho scelto, invece, di essere così. Faccio meno fatica a essere gentile che essere sgarbato. Uno sgarbato lo riconosci, un cattivo lo riconosci, un arrogante lo riconosci, e quando hai tutte queste stelline addosso la gente prima o poi ti evita. Quando sei gentile, sereno, molto probabilmente anche quando non te lo aspetti la gente si avvicina. Poi ho scoperto che nella vita riuscire a fare ciò che ti piace ti dà una enorme soddisfazione, se poi ciò che ti piace piace anche agli altri sei riuscito a fare davvero ciò che volevi fare. Quando lo capiremo la nostra umanità farà un salto in avanti molto più grande di quando andremo sulla luna”.

Anche sull’essere apprezzati, Gerry Scotti ha raccontato una storia che ha Silvio Berlusconi come protagonista. “Quando mi vide negli studi di Deejay television disse a Cecchetto ‘potevate chiamare il mio ragioniere’. Per farsi apprezzare occorre tempo e determinazione. Vale ciò che credete in voi stessi più di quello che gli altri credono di voi. E anche, lo ripeto gentilezza. Io vivo negli stessi studi da 35 anni, negli studi di Cologno Monzese, ho il rispetto da parte di tutte le maestranze, non perché me lo devono ma sentono, perché sanno che hanno il mio di rispetto da 35 anni”

 

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🚀 Quinta tappa del #NonCiFermaNessuno Italia Tour. Ore 10:30, aula “De Rosa”

NON MANCARE 🚨
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🗓️ Giovedì 30 aprile, ore 10:30
📍 Università degli studi di Salerno 
🚨 Aula “De Rosa” - Edificio D2
«Mi chiamano stupida ma un disturbo dell’apprendimento!»
Le parole non sono mai solo parole. Possono diventare etichette, limiti, ferite invisibili che ci portiamo dietro per anni. Dire “stupida” a qualcuno non è un’opinione: è un giudizio che ignora storie, percorsi e difficoltà che meritano rispetto e comprensione.
Durante il nostro #NCFN LAB, laboratorio itinerante dei linguaggi giovanili, presso l’Università d’Annunzio di Chieti Pescara, abbiamo provato a fare proprio questo: fermarci, riflettere e dare alle parole il peso giusto.
Perché cambiare le parole significa cambiare lo sguardo. E cambiare lo sguardo può cambiare la vita di qualcuno.
«In Italia è diverso: le persone si fermano, parlano, si uniscono anche se non sono invitate»
Anouchka è francese ed è in Italia da 2 mesi. Studia medicina all’Insubria di Varese.  Il programma Erasmus+ le ha consentito di affacciarsi su una realtà molto diversa da quella alla quale è abituata. Durante l’EuroTalk della quarta tappa del #noncifermanessuno Tour ci ha parlato di differenze, analogie, ispirazioni che stanno arricchendo il suo percorso formativo e personale.

#noncifermanessuno #erasmusplus #francia #varese
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📍Universita degli Studi di Salerno - Campus universitario di Fisciano. Aula “Gabriele De Rosa” - Edificio D2 
🗓️30 aprile 2026 - Ore 10:30 
🎟️ Ingresso gratuito

Storie vere. Emozioni. Ascolto.

👀 Ci vediamo lì?
«Mi sentivo solo: ero circondato da persone che come me cercavano solo il divertimento»
Non esistono vite perfette, ma percorsi da vivere intensamente.
Andrea durante la quarta tappa del tour ha raccontato il suo percorso fatto di maturazione di motivazioni e stimoli che sopraggiunti nella sua vita gli hanno permesso di raggiungere traguardi inaspettati.
Guarda gli altri estratti dal talk. Segui le nostre pagine Social.
«Lasciala stare.»
Due parole semplici che, troppo spesso, restano non dette.
In questo esperimento sociale abbiamo messo in scena una situazione che, purtroppo, non è solo finzione: un ragazzo che strattona la fidanzata, lei che implora di essere lasciata. Intorno, persone che passano. Alcune tirano dritto. Altre si fermano. Alcune scelgono di intervenire.
È proprio lì che si misura la differenza: tra vedere e scegliere di non agire, e trovare il coraggio di fare un passo avanti. Quello giusto.
Con il nostro #NCFN LAB, realizzato con gli studenti delle Università italiane, portiamo in strada ciò che conta. Perché i valori della nostra community non restino parole, ma diventino azioni.
E tu, cosa avresti fatto?
«Ho visto la paura negli occhi dei bambini che aspettavano una cura»
La studentessa iraniana di Medicina Biomedica, Pantea Farsian, ha ricevuto il Premio #NonCiFermaNessuno durante la quarta tappa del tour all’Università dell’Insubria di Varese.
Una testimonianza intensa e autentica: quella di chi ha dovuto lasciare la propria terra per poter continuare gli studi, portando con sé coraggio, determinazione e umanità.
Un simbolo potente che racconta il valore della community di #NonCiFermaNessuno che ripudia odio, guerra, violenza.
L’Insubria ci ha trasmesso energia, storie e tanta voglia di futuro 💥

Rivivi emozioni, volti e voci della quarta tappa di #NonCiFermaNessuno a Varese!
Oggi tappa speciale a Varese 🎤🔥 
All’università abbiamo condiviso storie vere, emozioni forti e tanta voglia di non mollare mai. 

Il feedback live? Energia pura 💥 
Sguardi, parole e sorrisi che ci ricordano perché tutto questo conta davvero. 

Grazie a chi c’era, a chi si è messo in gioco e a chi continua a credere che insieme si può fare la differenza. 

#NonCiFermaNessuno #Varese #Università #LiveTour #MaiMollare StorieVere
Tra sogni, sfide e storie vere: a Varese abbiamo acceso qualcosa che va oltre le parole. 💙
Con Luca Abete abbiamo raccolto emozioni, coraggio e voglia di non mollare mai.

#NonCiFermaNessuno #Varese

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