“Impariamo ad Amarci”, da oggi online la colonna sonora della campagna sociale #NonCiFermaNessuno

“Impariamo ad Amarci”, da oggi online la colonna sonora della campagna sociale #NonCiFermaNessuno

Il brano cantato da Luca Abete feat.Fritz  è un inno al coraggio e alla resilienza. L’inviato di Striscia: “Un antidoto per i momenti bui”

ASCOLTALO QUI -> https://ada.lnk.to/impariamoadamarci

La musica come strumento di condivisione e megafono per amplificare i valori della campagna sociale #NonCiFermaNessuno. “Impariamo ad Amarci”, il brano musicale cantato da Luca Abete con il il featuring di Leonardo Frezzotti, in arte Fritz, è  ascoltabile da oggi su tutte le piattaforme streaming e in radio, ed è  la colonna sonora scelta per festeggiare il decennale del tour universitario  ideato dall’inviato di Striscia la Notizia.

“L’obiettivo di questa campagna sociale – spiega Luca Abete – è diffondere valori come il coraggio, la resilienza, la capacità di vedere le sconfitte come opportunità. E’ un progetto di comunicazione, un autentico laboratorio dei linguaggi e delle tendenze giovanili. La musica accompagna le giornate di tanti studenti, pertanto ho pensato all’idea di una canzone che riassumesse in musica i messaggi tanto cari alla nostra community”.  

La canzone è già una hit tra gli studenti che hanno assistito al talk :“Impariamo ad amarci” – continua Abete – è nata dal lavoro di un team di professionisti del panorama musicale che non smetterò mai di ringraziare. Il testo diretto e profondo, accompagnato da un ritmo incalzante si è rivelato estremamente coinvolgente. E’ già la colonna sonora del nostro tour universitario e sono certo diventerà l’antidoto capace di illuminare i momenti bui di chi l’ascolterà”.

Preziosa, anche quest’anno, la collaborazione con Francesco Altobelli musicista e produttore dell’etichetta musicale Ondesonore Records: “Seguo da anni la produzione musicale di Luca, supportandolo nel suo impegno sociale. Questo nuovo lavoro incarna perfettamente lo spirito e l’energia di questa incredibile avventura. Si tratta di una creazione musicale, frutto di passione e impegno e rappresenta un inno alla resilienza e all’empatia”.

Il brano è nato grazie alla collaborazione con il produttore e compositore, Emilio Munda, che dichiara: “Sono onorato di essere stato coinvolto da Francesco Altobelli e Luca in questo progetto musicale. Ho coinvolto Fritz, che insieme al team è coautore del brano ma anche interprete nel featuring. Insieme abbiamo cercato di dare un taglio moderno al nuovo claim “Impariamo ad amarci” per poter essere in linea con il target e allo stesso tempo riprendere i concetti principali emersi nella campagna motivazionale di Luca Abete negli ultimi 10 anni”.

Un’occasione imperdibile colta al volo dal giovane Leonardo Fritz Frezzotti che spiega come è nato il progetto: “Non ho esitato a rispondere presente alla chiamata di Luca – ha spiegato – . Le parole del brano sono arrivate da sole, come in un flusso di emozioni. Spero che arrivi al cuore dei ragazzi perchè, davvero, è pensata per loro. Con un messaggio: se siamo consapevoli di ciò che abbiamo riusciamo a dar voce ai nostri pensieri e ai nostri talenti”

Il brano  è nato grazie alla fattiva collaborazione tra tanti professionisti del settore.

Da Emilio Munda a Leonardo Frezzotti (Fritz), passando per Giordano Tittarelli (Astral Music) Sugarmusic  e Giovanni Germanelli (Germanelli.com).

La canzone “Impariamo ad amarci” è disponibile da oggi 22 marzo in tutte le radio e digital store per la Label Ondesonore Records è distribuita da Ada Music Italy.

 

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«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
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Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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