NAPOLI TALK – 18/05/2022

NAPOLI TALK – 18/05/2022

#NonCiFermaNessuno, grande successo a Napoli per l’ultima tappa del tour alla scoperta della serendipità.     

La potenza della serendipità riecheggia nel complesso di San Marcellino al grido di #NonCiFermaNessuno. Alla Federico II di Napoli va in scena l’ultima  tappa dell’ottava edizione del tour di Luca Abete, l’inviato di Striscia la Notizia protagonista di uno show motivazionale con gli studenti della Federico II. Storie di resilienza, di incidenti di percorso dai quali nascono nuove opportunità, di successi incontrati per caso: c’è un caleidoscopio di esperienze (e di speranze) nell’incontro tra Abete e gli studenti dell’ateneo partenopeo 

Il coraggio di affrontare le sfide senza il timore di cadere, il desiderio di lasciarsi alle spalle le difficoltà degli ultimi anni, la forza di chi non ci sta a farsi fermare dalle avversità ma trova proprio nella serendipità, lo stimolo lanciato nell’edizione 2022, uno straordinario alleato per affermare valori e talento. 

«Ascoltare i giovani, ciò che hanno da raccontare è esercizio che andrebbe praticato con maggiore costanza per provare a costruire un nuovo mondo in cui ciascuno possa trovare lo spazio che merita. Napoli e la serendipità sembrano un binomio quasi perfetto – sostiene Luca Abete -, che si incontrano a metà strada tra gli ostacoli di una realtà complessa e l’arte di sorprendere sempre e quella “cazzimma” positiva che viene fuori quando meno te lo aspetti!». 

A margine del talk, l’inviato di Striscia ha avuto modo anche di dire la sua sul rapporto tra giovani e mondo del lavoro, sempre puntando l’accento sulle motivazioni giuste. «I giovani non troveranno mai lavoro  – dice – fino a quando gli si dirà solo che non ce n’è. Bisogna offrire loro anzitutto opportunità concrete, poi punti di vista inediti e traiettorie nuove con i quali guardare una realtà oggettivamente complicata ma nella quale ognuno può trovare il giusto spazio e mettere a frutto il proprio talento».

«Dobbiamo essere orgogliosi di quel che siamo. Le nostre fragilità possono essere un punto di partenza per una riflessione che attivi una proficua fase di crescita personale. La grande forza della serendipità è proprio questa: affrontare la vita sapendo che possono esserci sorprese inaspettate in grado di aprirci prospettive lì dove vediamo ostacoli – sottolinea Luca Abete -. Sapere che intraprendere un percorso nuovo non significa andare incontro solo a dei rischi ma a anche delle cose belle, annienta le paure e alimenta la fiducia».

Il rettore Matteo Lorito ha spronato i ragazzi ricordando come siano proprio loro il motore dell’ateneo che si appresta a festeggiare gli 800 anni di vita. «Il vostro impegno è il motore di questo grande ateneo. La cultura e la diversità ci rendono liberi. Superiamo le paure insieme. Mi auguro che usciate dall’esperienza universitaria maturando il giusto equilibrio tra successo e vita di comunità». 

Il volto del presente che si proietta verso il futuro è quello che raccontano gli studenti, i veri protagonisti del tour di Luca Abete.

C’è chi come Gaia che ha superato la dislessia grazie alla “testardaggine” quale risorsa per non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà e poi Valerio, che affronta la sua disabilità coltivando progetti post universitari  e chi come Omar e Randy, sbarcati in italia dall’Africa in cerca della libertà e oggi perfettamente integrati nella comunità universitaria.

Applauditissimo l’intervento dell’ospite della decima ed ultima tappa del tour, l’attore e regista Paolo Ruffini, che ha elogiato la forza del “pensiero orizzontale” in grado di allargare visioni, percorsi ed obiettivi da raggiungere.

«E’ facile essere social, più difficile è essere sociali» è stata la provocazione di Ruffini agli studenti. L’artista toscano, che ha rivelato di aver scoperto da poco di avere nonni di origine napoletana, ha invitato i ragazzi «a celebrare il fallimento, gli errori, a consacrare la paura». 

«Quello che stiamo vivendo si chiama vita, non felicità. E la vita presenta mille problemi, è difettosa, per vivere è necessario farsi male. Vogliamo tendere alla normalità e alla perfezione – ricorda Paolo Ruffini – , ma sono concetti che non esistono in natura. La vera forza è data dall’unicità e dalla diversità».

Il confronto con i ragazzi è non solo dibattito ma anche opportunità, come quelle di Mi Campus di Xiaomi Italia, che sostiene percorsi di formazione per offrire agli studenti supporto e competenze tecnologiche. 

#NonCiFermaNesusno sostiene anche la solidarietà, sotto forma di fornitura di pasti al Banco Alimentare grazie all’impegno del food donor Lidl Italia e alla call to action “Clicca un tasto, dona un pasto” (attraverso la sezione dedicata del sito www.noncifermanessuno.org) che, dopo dieci tappe del tour, ha visto il contatore raggiungere la quota di oltre 22mila pasti donati; e l’ecosostenibilità, grazie al progetto Rivending promosso da Confida, Corepla e Unionplast.

Il premio #NonCiFermaNessuno, su indicazione dell’Università “Federico II” di Napoli è andato a Carmen Ferrara, ​​risorsa del centro di Ateneo Sinapsi. Carmen ha una storia personale fatta di abusi sessuali nell’infanzia ma ha rivoluzionato la sua vita denunciando le violenze subìte e impegnandosi a Napoli e provincia ad alfabetizzare e sensibilizzare sulle tematiche LGBTIQ.

Rivivi le emozioni nel recap di tappa

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«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
Ascolta, dici cosa ne pensi e segui le nostre pagine social.
«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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Rivivi i momenti dell’ottava e ultima tappa dell’incredibile tour Noncifermanessuno 2026!

All’università Mediterranea di Reggio Calabria protagonisti gli studenti!
Com’é andata la tappa di Reggio Calabria?
Parola agli studenti e prof che hanno partecipato all’evento!
FEEDBACK LIVE
Ottava ed ultima tappa del Noncifermanessuno tour 2026 all’università Mediterranea di Reggio Calabria. Luca Abete ha raccontato a caldo, poco dopo la fine della tappa le considerazioni e le sensazioni della tappa calabra.
A volte non so davvero come sto.
Ma forse è il caso di parlarne! E lo faremo oggi all’ultima tappa del Noncifermanessuno tour di Luca Abete. Ore 10 45 All’Università Mediterranea di Reggio Calabria!
“Proposta di matrimonio?” 💍 
Ma no… è solo una proposta a venire in tappa ❤️

Domani ci vediamo all’Università Mediterranea di Reggio Calabria per l’ULTIMA tappa del tour Noncifermanessuno 🚀

E fidatevi: sarà impossibile mancare.
Si chiama Alessia. Ma tutti la chiamano Marcy.
Ha alzato la mano. Con la voce che tremava. Con le lacrime agli occhi.
E ha fatto una delle cose più difficili al mondo: dire la verità.
Durante il talk all’Università Insubria di Varese ha parlato della sua forma di autismo, dell’Asperger, delle paure, della sensazione di sentirsi fuori posto.
Ha raccontato di aver pensato anche al suicidio.
Eppure era lì. Davanti a tutti. Fragile, sì. Ma incredibilmente coraggiosa.
Noi lo ripetiamo da sempre: la gentilezza non è una debolezza.
Luca Abete lo ha detto guardandola negli occhi: tutti avrebbero bisogno di incrociare nella propria vita persone come lei.
#noncifermanessuno esiste anche per questo.
Per creare luoghi in cui qualcuno trovi il coraggio di dire “sto male”… e dall’altra parte trovi finalmente qualcuno disposto ad ascoltare davvero.
«In italia si vive l’Università come un peso! In Spagna invece…»
Negli EuroTalk, in ogni appa,, insieme a Erasmus+, non si scambiano solo esperienze.
Si mettono in discussione abitudini che pensavamo normali.
Imma, dopo la sua esperienza in Spagna, racconta una cosa che l’ha spiazzata.
Meno ossessione per la performance.
Meno pressione continua.
Più tempo per vivere… senza sentirsi sempre in ritardo.
E forse il punto è proprio questo: ci siamo abituati così tanto allo stress da chiamarlo “normalità”.
Una scelta da fare.
E decine di occhi che osservano senza sapere di essere parte di un esperimento sociale. 👀

C’è chi ruba.
C’è chi finge di non vedere.
E c’è chi decide di aiutare uno sconosciuto. ❤️

Le reazioni delle persone raccontano molto più di mille parole.
Questo esperimento sociale realizzato dal collettivo NCFN LAB, con la direzione di Luca Abete, nasce per sensibilizzare sul valore dell’empatia, dell’onestà e dell’aiuto reciproco.

Tu cosa avresti fatto?👇

#esperimentosociale #socialexperiment #umanità #empatia #onestà viralitalia reazioni perte foryou fyp italia tiktokitalia instagramitalia sensibilizzazione lucabete ncfnlab
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Università Mediterranea di Reggio Calabria. Noi ci siamo, e voi?

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