Quinta tappa – FIRENZE – 14 Maggio 2024

Quinta tappa – FIRENZE – 14 Maggio 2024

Universitari in festa: a Firenze torna Luca Abete con il tour motivazionale #NonCiFermaNessuno 

Nell’innovativo plesso di Sesto Fiorentino la quinta tappa del tour dell’inviato di Striscia “Un’occasione per accorciare le distanze e riscoprirsi più forti e meno soli”. Il messaggio di Ciccio Graziani in collegamento: “Condividete i vostri stati d’animo: solo così si vince la partita”

Tocca anche l’Università degli Studi di Firenze il viaggio tra gli universitari italiani di Luca Abete. Giunta alla decima edizione, la campagna sociale motivazionale, ha fatto il pieno di entusiasmo nella sede di Sesto Fiorentino, dove centinaia di studenti, alcuni anche degli istituti superiori, sono stati protagonisti di un talk intenso, divertente ed entusiasmante.

«Il nostro è un laboratorio itinerante  e permanente dei linguaggi e dei sentimenti giovanili. La parola d’ordine è “ascolto” – ha spiegato lo storico inviato di Striscia la Notizia e riscuote successo perché i ragazzi finalmente si sentono liberi di raccontarsi senza timore di essere giudicati. Ogni tappa per questo motivo è diversa dalle altre e lascia emergere temi nuovi o sviluppi inediti di argomenti già discussi. Gli studenti di Firenze hanno dato valore a questa opportunità generando riflessioni originali e senza dubbio utili a chi le ha ascoltate»

Entusiasta la docente Lorella Francalanci, Presidente della Scuola di scienze matematiche fisiche e naturali, intervenuta il rappresentanza dell’Università e della Rettrice:  «L’iniziativa di questa mattina – ha spiegato- mette in evidenza i valori dell’uomo e degli studenti ponendo al centro la resilienza. Condivido il claim “Impariamo ad amarci” è questo il modo migliore per colloquiare con gli altri ed imparare a conoscere se stessi».

Il focus del tour, che terminerà a dicembre dopo aver incontrato studenti di 10 Università, è puntato sul valore della sconfitta, come punto di partenza per imparare, correggere, ripartire. «Nessuna lezione di vita, ma solo un confronto sano e proficuo tra esperienze e punti di vista. – continua Abete – Ognuno ha dentro un mondo ricco di sorprese, bisogna solo iniziare ad esplorarlo valorizzando i propri talenti e provando a superare o a convivere con i propri limiti. Per questo il claim di questa edizione è “impariamo ad amarci”, un invito a rivedere il concetto di amore, come strumento per far emergere nuove consapevolezze e armonie con tutto quello che ci circonda.

La campagna sociale è affiancata dal Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi. Ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gode del patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. 

Il talk ha vissuto fasi divertenti ad altri più intensi e ha visto un momento di grande entusiasmo con l’intervento a sorpresa di un ospite graditissimo : l’ex calciatore ed allenatore Ciccio Graziani: «Valorizzate il vostro talento – ha detto agli studenti – e fate della condivisione e dell’amicizia i vostri punti di forza. Ho praticato uno sport di squadra – ha continuato – e questo mi ha aiutato, spesso, a nascondere i miei limiti. E’ questo il potere del gruppo. Preferite i rapporti umani ai social, è la chiave della felicità».

Emozionante poi il racconti di Mohammad e Jules. L’uno arriva dalla Siria, l’altro dal Congo. Il primo è arrivato con un corridoio umanitario ha trovato la sua dimensione a Firenze, l’altro, dopo aver ricevuto una borsa di studio, si è finalmente ricongiunto con la sua famiglia in Italia. La loro storia è stata celebrata con la consegna del premio #noncifermanessuno realizzato dagli artigiani 2.0 di Polilop, una fornitura di articoli per scrittura Stabilo e la partecipazione ad un corso Mac Formazione in social media manager.

Il format ha dedicato, anche in questa tappa toscana, spazio al valore della solidarietà e del volontariato con la charity che vede LIDL Italia protagonista della call to action Gioca & Dona. «Grazie al web game Super foody realizzato da TreeWeb, – spiega Abete – i ragazzi possono giocare, sfidare amici a chi ottiene più cibo. Ogni alimento virtuale sarà convertito in reale e sarà donato a fine anno al Banco Alimentare che la community sostiene da ben 8 anni. Gli studenti apprezzano molto questa formula: finora hanno già raccolto oltre 4500 pasti completi»

Tra i temi ricorrenti più cari alla community c’è anche il valore della coscienza ambientale che quest’anno vede in campo una sfida mirata: installare nei pressi dei corner con distributori automatici, anche nell’Università di Firenze, i raccoglitori del progetto Rivending, che recupera bicchierini in plastica da riciclare.

Studenti protagonisti anche fuori dall’aula, impegnati nella realizzazione di contenuti multimediali con gli esperti della NEW LAB Production che produce a 360° il format. L’esperienza vissuta in toscana verrà narrata, quindi, sui social network del progetto, ma anche sulle frequenze nazionali di R101, radio ufficiale del tour. Le Stabilo card hanno consentito a tutti gli studenti di lasciare feedback utili a divulgare i valori della campagna e a migliorare il progetto.

Il tour si ferma per la pausa estiva. Tornerà il 24 settembre 2024 con la sesta tappa presso l’Università d’Annunzio di Pescara.

 

 

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Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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Unisciti alla nostra community!  Segui le nostre pagine: condividi, metti like, commenta.
La nostra campagna anti-littering continua inarrestabile!
La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
1- comunic-Azione mirata che diventa virale sui social.
2- attività concrete per migliorare gli atenei.
Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
Tutte le info sul nostro sito ufficiale e su quello di rivending!
«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
Ascolta, dici cosa ne pensi e segui le nostre pagine social.
«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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Rivivi i momenti dell’ottava e ultima tappa dell’incredibile tour Noncifermanessuno 2026!

All’università Mediterranea di Reggio Calabria protagonisti gli studenti!

Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
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Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
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«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
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«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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