Riparte il tour #NonCiFermaNessuno: Impariamo ad Amarci il claim della 10ma edizione

Riparte il tour #NonCiFermaNessuno: Impariamo ad Amarci il claim della 10ma edizione

Torna #NonCiFermaNessuno, il tour motivazionale universitario di Luca Abete.

 “Impariamo ad Amarci” il claim scelto per celebrare il decennale.

 

“L’amore – spiega Abete – è il punto di partenza per affrontare il disagio che frena la corsa di tanti ragazzi!”. Il messaggio del Ministro Bernini: “Non abbiate paura di sbagliare”.

Torna uno degli appuntamenti più attesi dalle principali università italiane. Partirà infatti, l’8 Marzo, dall’Università “Sapienza” #NonCiFermaNessuno il tour motivazionale di Luca Abete. Un’occasione per realizzare un confronto sui temi più sentiti dagli studenti. Disagio, paure, sensazione di inadeguatezza e difficoltà universitarie e nell’approccio al mondo del lavoro saranno anche quest’anno al centro di 10 talk che vedranno protagonisti migliaia di studenti.

“Quella del decennale – spiega Abete – sarà un’edizione XXL: abbiamo raddoppiato infatti il nostro viaggio passando da 3 a 6 mesi. Al fine di raccogliere tutti i contenuti multimediali prodotti, è nata anche #nsfnTV, la web tv della community. Dall’ascolto delle esperienze dei ragazzi è nato il nuovo claim: “Impariamo ad amarci” . Ripartiamo quindi dal sentimento più forte, l’amore, per ricalibrare ogni traiettoria, per riscoprire il valore del rispetto per se stessi e per gli altri. Imparare ad accettarsi ma mai ad accontentarsi. Mettersi in discussione non per affliggersi ma solo per ritrovarsi più forti. Una rivoluzione interiore che si riflette sul mondo circostante. Non a caso abbiamo scelto come data di partenza un’occasione simbolica come il giorno dedicato alla donna».

La campagna sociale vanta la medaglia del Presidente della Repubblica e Sergio Mattarella e anche quest’anno il patrocinio morale del Ministero dell’Università e della Ricerca. Significative le parole scelte dal Ministro, Anna Maria Bernini per inaugurare il tour: “È con grande piacere – dichiara il Ministro Anna Maria Bernini– che dò il calcio d’inizio a questa iniziativa di cui condivido  pienamente lo spirito. Non bisogna avere paura di sbagliare. In moltissimi casi può essere proprio un piccolo fallimento a giocare un ruolo determinante  nella conquista di un obiettivo positivo”.

Il format è innovativo e punta a diffondere i valori della campagna sociale in due modalità: una fisica attraverso incontri in aula con gli studenti e attraverso interventi di personaggi noti e simbolici, un’altra attraverso una comunicazione mediatica che punti a valorizzare storie di resilienza e a sensibilizzare i giovani verso tematiche sociali. La campagna si propone di essere anche un laboratorio di comunicazione e del linguaggio. La musica, in tal senso, gioca un ruolo centrale. L’edizione 2024 suonerà sulle note del brano “Impariamo ad amarci” prodotto da Ondesonore Records di Francesco Altobelli con Emilio Munda, e Leonardo Frezzotti in arte “Fritz”, voce del brano con il featuring di Luca Abete.

Al fine di valorizzare le storie di resilienza che nascono nelle università ci sarà la quarta edizione del Premio #NonCiFermaNessuno, un riconoscimento per un percorso di vita nato all’interno di ogni singolo ateneo. Allo studente selezionato andrà il manufatto creato dagli artigiani 2.0 di Polilop.

Solidarietà come stimolo per la crescita personale individuale nella rinnovata partnership con il Banco Alimentare. ” Registriamo una disagio crescente delle famiglie italiane – ha spiegato Giovanni Bruno, presidente del Banco Alimentare. Iniziative come questa sono importanti per chi riceve ma anche e soprattutto dal punto di vista formativo per i giovani che si avvicinano al mondo del volontariato”.

Sarà la call to action Gioca & Dona, a consentire agli studenti di giocare a Superfoody, divertirsi in avvincenti sfide e contemporaneamente trasformare il cibo raccolto da virtuale in reale grazie al food donor LIDL Italia: “Ci teniamo ad arrivare al cuore dei giovani – ha spiegato Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione Lidl Italia-. La nostra è, ormai, una partnership consolidata e siamo pronti a superare il nostro record di pasti raccolti lo scorso anno. Siamo convinti che sia importante suggerire agli studenti il valore della solidarietà per dar loro nuove consapevolezze”.

#NonCiFermaNessuno ha da sempre uno spirito green che in questa edizione trova attuazione con due innovativi eco-progetti.  Antonio Protopapa, direttore operativo Corepla ha illustrato il progetto ReCopet: “Vogliamo avvicinare i giovani alla cultura del riciclo. Porteremo ecocompattatori nelle univeristà dando la possibilità di toccare con mano la nuova vita della plastica. Inoltre, il settore è in crescita e fornisce tantissime opportunità lavorative”.

Il Progetto RiVending, invece, porterà nelle università raccoglitori in grado di gestire il corretto smaltimento e riciclo di tutti gli imballaggi dei distributori automatici presenti nelle università: “La buona riuscita del nostro progetto – spiega Teresa Gaetani – Responsabile Progetto Rivending – deve per forza passare per la corretta gestione dei rifiuti anche nelle università. Abbiamo già 14mila raccoglitori distribuiti sul territorio nazionale grazie a #noncifermanessuno puntiamo ad aumentare il numero di quelli negli Atenei”.

I valori della campagna sociale viaggiano anche in radio sulle frequenze di R101, radio ufficiale del tour. “Condividiamo con #Noncifermanessuno gli stessi valori – ha detto Daniele Tognacca brand manager di R101 – . R101 è la radio che ti fa stare bene: è questo il nostro motto che si sposa bene con il vostro claim”.

#NonCiFermaNessuno è una campagna sociale basata sull’ascolto e grazie alle stabilo card verranno raccolti i feedback dei partecipanti: “Siamo da sempre degli alleati dei ragazzi sin dalla più tenera età – ha detto Magda Borsani, marketing e communication  manager di Stabilo–  li seguiamo nel loro percorso e siamo felici di intercettare, attraverso la scrittura, i loro bisogni. Una testimonianza scritta aiuta a conoscerli meglio e, magari, a comprenderli di più”.

A sostenere la parte web del progetto il gruppo MAC che ne cura ogni aspetto legato alla sperimentazione tecnologica. “Usare meglio la tecnologia spiega Gianluca Rotondi, presidente del gruppo Mac– è fondamentale. Imparare ad amarsi vuol dire sfruttarla senza perdere di vista il valore dell’amore per se e per gli altri”.

Per il primo anno #noncifermanessuno si avvarrà della collaborazione del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi: “Il tema del disagio psicologico tra gli studenti – spiega il Presidente, David Lazzari –  è sempre più attenzionato. Per noi è estremamente importante. Daremo il nostro contributo valorizzando tutte le occasioni di supporto esistenti per i giovani”.

Il tour farà tappa in estate anche alle finali del concorso nazionale Miss Mondo dove Luca Abete terrà un talk speciale in estate per le 150 finaliste.

Condividi su

«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.

«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.