Seconda tappa – PESCARA – 28 marzo 2025

Seconda tappa – PESCARA – 28 marzo 2025

TORNA A PESCARA LUCA ABETE: ALLA “d’ANNUNZIO” PER ESPLORARE LE NUOVE SOLITUDINI

 

#NonCiFermaNessuno, il tour motivazionale universitario ideato da Luca Abete, torna a Pescara all’Università Gabriele d’Annunzio. Un appuntamento che si rinnova, quello con l’inviato di Striscia e centinaia di studenti accorsi in aula a vivere da protagonisti un evento atteso e unico nel suo genere.

 

«Qui a Pescara – dichiara Abete – si sente il profumo del mare e della libertà, ma se molti ragazzi vedono davanti montagne apparentemente insormontabili c’è qualcosa che non va. Noi non abbiamo ricette miracolose o bacchette magiche da sventolare. Siamo da 11 anni tra loro con un tour che dà voce alle loro emergenze creando occasioni di scambio utili ad alimentare fiducia e annientare la sensazione di solitudine che spesso li affligge».

 

Nessunə è solə è infatti il claim di questa edizione, un punto di partenza di un’analisi di quelle che Abete ha definito «nuove solitudini che non si misurano più in metri di distanza, ma in millimetri di empatia».

 

Entusiasta il Rettore, Liborio Stuppia che, rivolgendosi agli studenti, ha affermato: «Ragazzi, non abbiate paura, tuffatevi nel futuro con entusiasmo perché sarete voi a costruirlo. Abbiamo ereditato dal covid una generazione che ha avuto un momento di assenza di socialità, dobbiamo recuperare questo gap attraverso iniziative come questa».

 

Ospite a sorpresa Vincenzo Schettini, il Prof di Fisica più amato d’Italia, che ha rivolto agli studenti parole emozionanti: «non ci cascate! Ci hanno spacciato l’epoca dei social come un’epoca di contatti facili, ma le vere amicizie, i veri amori li abbiamo intorno e dobbiamo coltivarli».

 

Rocco Sbaraglia, studente del 3° anno di Scienze delle Attività Motorie e Sportive, classificatosi al 55° posto assoluto nella Dakar 2025, ha ricevuto il Premio #NonCiFermaNessuno. «Nella Dakar c’è una regola non scritta: aiutare sempre il prossimo a superare le insidie della gara. Questo principio credo possa essere prezioso anche nella vita di ognuno di noi» ha dichiarato Rocco durante la premiazione.

 

 

L’evento ha dato voce anche all’attenzione della community sulle tematiche ambientali. È stato condiviso, infatti, il progetto RecoPet, promosso da COREPLA che attraverso eco-compattatori distribuiti sul territorio, consente la raccolta di bottiglie in PET da trasformare in nuove bottiglie creando così un loop circolare di sostenibilità. «Ci rivolgiamo alle nuove generazioni perché il nostro obiettivo è incrementare il tasso di raccolta e di riciclo delle bottiglie in PET – ha dichiarato l’Ing. Antonio Protopapa, Direttore Operativo di Corepla – e rendere gli ambiziosi obiettivi europei di sostenibilità più accessibili, rafforzando, al contempo, la capacità dell’intera filiera di rispondere a queste sfide».

 

Il momento interattivo in aula dedicato al progetto #sempre25novembre di Sorgenia, invece, ha permesso alla community di riflettere sui comportamenti che ancora oggi penalizzano la donna, oggetto di discriminazioni, pregiudizi e forme di violenza. Novità della tappa pescarese l’iniziativa Let’s say cheese voluta da MediaWorld per veicolare, al termine del talk, i valori del coraggio e dell’ottimismo anche con una foto istantanea da portare con sé. Nove sono stati gli studenti proclamati Ambassador, quindi divulgatori dei valori della community.

 

L’evento ha visto gli studenti della “d’Annunzio” protagonisti prima, durante e dopo l’incontro delle attività del laboratorio permanente dei linguaggi della comunicazione giovanile diretto dagli esperti della LAB Production. La musica è stata protagonista anche in questa tappa con la presentazione del brano colonna sonora del tour dal titolo Nessuno è solo, cantato dal giovane Saitta, prodotto dall’etichetta pescarese Ondesonore Records di Francesco Altobelli: «Anche quest’anno ho voluto, insieme a Luca creare un brano capace di entusiasmare i ragazzi e avvicinarli ai valori di questa campagna sociale. Ringrazio Emilio Munda per aver contribuito alla realizzazione di questo brano da oggi presente su tutti i digital store». Il brano è già da settimane associato ai promo di R101 radio ufficiale del tour. Grazie alle Stabilo Card ogni studente ha potuto esprimere il proprio punto di vista e lasciare feedback per migliorare il format. Dalle schede raccolte è risultato che il 97% consiglierebbe ad un amico di partecipare ad una tappa di #NonCiFermaNessuno.

 

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Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
.
Unisciti alla nostra community!  Segui le nostre pagine: condividi, metti like, commenta.
La nostra campagna anti-littering continua inarrestabile!
La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
1- comunic-Azione mirata che diventa virale sui social.
2- attività concrete per migliorare gli atenei.
Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
Tutte le info sul nostro sito ufficiale e su quello di rivending!
«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
Ascolta, dici cosa ne pensi e segui le nostre pagine social.
«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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La community di #noncifermanessuno dice STOP all’abbandono dei rifiuti con una duplice azione:
1- comunic-Azione mirata che diventa virale sui social.
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Sono già 18 le Università, infatti, nelle quali abbiamo distribuito cestini del progetto Rivending accanto ai distributori automatici dando vita a un perfetto processo “da bicchiere a bicchiere”.
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«Se quel giorno gli avessi chiesto di vederci… forse non si sarebbe tolto la vita.»
Aurora lo racconta all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con un peso che resta addosso: il rimpianto di non essere arrivati in tempo.
Perché a volte pensiamo che basti lasciare spazio. E invece qualcuno avrebbe avuto bisogno di una chiamata in più. Di una domanda in più. Di una semplice presenza.
#noncifermanessuno nasce anche da qui: ricordarci che “come stai?” può essere una formalità… oppure un gesto che conta davvero.
«A volte il coraggio più raro è fingere di stare bene»
Un invito all’autenticità più volte ribadito da Luca durante questo tour edizione n°12. Le sue parole sono da applausi e sono frutto di anni di ascolto delle sensibilità giovanili! 
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«Ringrazio Dio per essere ancora vivo: tanti ragazzi come me non ce l’hanno fatta!»
Alagie Jallow ha vissuto esperienze terribili in età giovanissima: la perdita dei genitori, la fuga disperata dal suo Paese, mesi di prigionia prima di trovare a Reggio Calabria accoglienza, amore, famiglia. Oggi ha completato gli studi universitari e riceve anche il Premio #noncifermanessuno nell’ottava tappa del tour 2026.
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