Terza tappa – SIENA – 8 aprile 2025

Terza tappa – SIENA – 8 aprile 2025

 #NONCIFERMANESSUNO TORNA ALL’UNISI: IL TOUR DI LUCA ABETE CONQUISTA GLI STUDENTI

 

L’evento

La campagna sociale #NonCiFermaNessuno, torna all’Università di Siena, accolta da centinaia di universitari entusiasti. Un evento molto atteso dalle associazioni e dagli studenti che hanno avuto la possibilità di essere protagonisti di un confronto appassionante e senza filtri su tematiche molto vicine alle loro sensibilità: fragilità, disagio, ma anche coraggio, rabbia e resilienza sono emerse dalle esperienze raccontate durante il talk. Presente anche una rappresentanza della Mens Sana Basketball Siena che ha donato una maglia personalizzata a Luca Abete.

Il progetto, nato nel 2014, insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Patrocinio dal Ministero dell’Università e Ricerca e della CRUI, è stato ideato dall’inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete, che al termine non ha nascosto la propria soddisfazione: «Qui a Siena mancavamo dal 2019 ed oggi abbiamo messo in campo il Palio del coraggio giovanile! In sei anni sono cambiate tante cose. C’è stato il Covid che ha stravolto le proiezioni di vita di molti studenti. Prima la priorità era concentrarsi sul futuro. Oggi c’è maggiore attenzione sul presente, sulla realtà che li circonda. Noi creiamo l’ambiente naturale per raccontarsi. Dal confronto emerge un mosaico di esperienze utili ad accorciare distanze e sentirsi così meno soli».

Il claim di questa edizione, infatti è Nessunə è solə. «Tutto nasce dall’ascolto delle loro emergenze più sentite. Questo slogan è un punto di partenza per esplorare quelle che io chiamo “nuove solitudini”. La realtà giovanile è in continua evoluzione e spesso si banalizza il disagio che i ragazzi avvertono. Noi non offriamo soluzioni, ma ispirazioni. Ai ragazzi dico: Diventate “primopassisti”. Non restate fermi, l’importante a volte è iniziare a muovere il primo passo!»

 

L’intervento del Rettore

Il Rettore, Roberto Di Pietra, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa: «La forza degli esempi positivi, il valore delle storie di rinascita, la capacità di rialzarsi sono tutti elementi che le Università hanno il dovere di portare in primo piano. L’incontro con Luca Abete nel suo tour tra le Università persegue questo obiettivo e permette di rimuovere una narrazione negativa e debole nei confronti delle nuove generazioni di studentesse e studenti». «Questo evento – ha dichiarato la professoressa Stefania Lamponi delegata per i Servizi agli Studenti – è un’opportunità per guardare oltre le apparenze, per superare la superficialità delle relazioni digitali, per riscoprire l’importanza dell’ascolto, dell’empatia e della presenza reale».

 

L’ospite

Pierpaolo Pretelli, ospite a sorpresa della tappa senese, impegnato in teatro con “Rocky Il Musical”, ha parlato al cuore degli studenti: «Il mantra di Rocky è “non è importante quante volte cadi, ma quante volte sei disposto a rialzarti” e a proposito della solitudine – afferma – può portare a momenti di sconforto, ma rappresenta anche un’occasione per un’analisi introspettiva e per ascoltare più se stessi».

 

Il premio #NonCiFermaNessuno

In ogni tappa, al fine di valorizzare store di resilienza universitaria viene assegnato il Premio #NonCiFermaNessuno. A riceverlo è stata Sofia Ghiro, studentessa del corso di laurea magistrale in Sustainable Industrial Pharmaceutical Biotechnology. Emozionante il suo intervento: «Da circa 5 anni convivo con una disabilità – ha spiegato la premiata – che mi costringe in sedia a rotelle. Se questa disabilità mi ha tolto tutto: i miei sogni, la mia quotidianità e la mia autonomia, non è riuscita, però, a portarmi via la determinazione».

Oltre al premio realizzato da Polilop, consegnato dalla Pro Rettrice Donata Medaglini, Sofia ha ricevuto un kit di scrittura Stabilo, un videocorso sull’Intelligenza Artificiale e una Card Gold + forniti da Mediaworld e un corso di Social Media Management con gli esperti di Mac Formazione, consegnato da Gianluca Rotondi che ha colto l’occasione per ricordare agli studenti «Provateci sempre! Scrivete le pagine della vostra vita e se qualcosa non viene come vorreste, riscrivetele. In un mondo di stereotipi siate orgogliosi della vostra unicità».

 

 

 

Impegno ambientale e sociale

La community di #NonCiFermaNessuno sostiene l’impegno a favore del rispetto dell’ambiente e promuove la sostenibilità delle aree riservate ai distributori di bevande negli atenei italiani, distribuendo i raccoglitori RiVending, perché «un semplice gesto, – come sostiene Michele Adt, Direttore Confida – durante la pausa caffè, può veramente fare la differenza e permette di raggiungere grandi risultati».

Al centro del talk anche la sensibilizzazione sulla violenza di genere grazie all’esperimento interattivo #sempre25novembre di Sorgenia, che ha stimolato una riflessione collettiva su come la violenza nelle relazioni possa assumere forme diverse, e non sempre facilmente riconoscibili.

 

Il laboratorio dei linguaggi della comunicazione

«Ogni tappa non è un punto di arrivo – ha concluso Luca Abete – ma è un’occasione per far partire la diffusione dei valori di questa campagna sociale utile a tanti studenti residenti in tutta Italia. Per questo decine di ragazzi partecipano attivamente al nostro laboratorio permanente dei linguaggi della comunicazione, prima, durante e dopo diventando divulgatori di messaggi per i propri coetanei. Anche oggi a Siena abbiamo consegnato le tessere Ambassador agli studenti che rappresenteranno un punto di riferimento per la community, sostenendo il progetto e offrendo assistenza a chi ne ha bisogno».

Il confronto tra i partecipanti all’evento è stato esteso oltre il talk grazie ai feedback raccolti con le Stabilo Card. I ricordi dell’evento rimarranno impressi nel tempo grazie alla distribuzione ai partecipanti delle istantanee del progetto Let’s say cheese di MediaWorld. Crescono intanto gli streaming on line della colonna sonora del tour, Nessuno è solo, cantata dal giovane Saitta prodotta da Ondesonore Records, cantata e ballata anche in aula. L’evento troverà spazio anche sulle frequenze e sul sito di R101, radio ufficiale del tour.

 

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«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.
E se per parlare ai giovani smettessimo, per una volta, di parlare dei giovani?
L’#NCFN LAB, il Laboratorio itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete, nasce da una scelta semplice ma poco comune: affidare agli studenti idee, sensibilità, strumenti e linguaggi per raccontare ciò che vivono davvero.
Non destinatari. Per una volta finalkmente AUTORI.
Dai contenuti più tradizionali alle provocazioni capaci di generare confronto e viralità, abbiamo scoperto una cosa: quando una generazione smette di subire il racconto e inizia a costruirlo… cambia il risultato.
«La vera resilienza sta nel comprendere fin dove possiamo spingerci.»
Durante il Talk all’Università di Salerno, Asia ha raccontato un percorso fatto di dubbi, paure e condizionamenti. Non ostacoli che l’hanno fermata… ma domande che l’hanno spinta a conoscersi meglio.
Perché a volte crescere non significa diventare più forti.
Significa scoprire risorse che non pensavamo di avere.
Lo scambio in aula ha acceso riflessioni, curiosità e una certezza:
molti limiti fanno rumore solo finché non iniziamo ad attraversarli.
Ed è anche questo il senso di #noncifermanessuno:
non convincerti che puoi tutto.
Aiutarti a scoprire che puoi più di quanto credi.
«Il coraggio più raro è smettere di fingere di stare bene.»
Durante la dodicesima edizione di @noncifermanessuno ho rivolto spesso una domanda semplice: “Dimmi davvero come stai.”
Ho avuto la fortuna di capitare così che molti giovani non soffrono solo per le difficoltà. Soffrono per l’abitudine a nasconderle.
Per paura di apparire fragili.
Di deludere aspettative.
Di sentirsi giudicati.
L’autenticità non è un esercizio immediato.
È un processo. A volte scomodo. Ma necessario.
Perché riconoscere una fatica, una paura o un disagio non significa arrendersi.
Può essere l’inizio del proprio equilibrio.
E forse dovremmo imparare tutti a sostituire qualche risposta automatica con più ascolto reale.
«La timidezza mi impediva di fare tante cose. L’Erasmus mi ha aiutato a superarla.»
Benedetta lo racconta durante l’EuroTalk all’Università degli studi del Molise con una semplicità che arriva forte: aveva paura di non essere all’altezza di un’esperienza più grande di lei.
Poi è partita. E ha scoperto una cosa che spesso dimentichiamo: a volte i limiti non spariscono. Smettono di comandare.
Negli EuroTalk di #noncifermanessuno, insieme a Erasmus+, succede anche questo: si condividono esperienze che parlano di viaggi, sì… ma soprattutto di cambiamenti invisibili.
Perché partire per un altro Paese e tornare con più fiducia in sé stessi… forse è uno dei risultati più belli.
«Sono stato aggredito perchè amavo un ragazzo»
Emanuele ha trasformato uno dei momenti più dolorosi della sua vita in una testimonianza capace di aiutare chi oggi vive paura, pregiudizio o solitudine.
Dal Talk all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un racconto che non cerca pietà.
Chiede consapevolezza.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per chi ama.
E nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da solo.
«Una sera sono scoppiato a piangere come un bambino…»

Spesso si nascondono le lacrime per mostrarsi più forti di quanto realmente si riesce ad essere. Luca durante il talk alla d’Annunzio di Chieti ha chiesto agli studenti presenti: “piangere è liberatorio?”. Le risposte sono state come sempre sincere, autentiche e capaci di stimolare rispetto, ammirazione confronto sereno.
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