Quarta tappa – MESSINA – 7 maggio 2025

Quarta tappa – MESSINA – 7 maggio 2025

#NONCIFERMANESSUNO SBARCA A MESSINA: EMOZIONI E STORIE DI RESILIENZA CON LUCA ABETE

 

 

IL PROGETTO CHE INCORAGGIA I GIOVANI A NON ARRENDERSI

Dal 2014 la campagna sociale #NonCiFermaNessuno ispira le nuove generazioni attraverso incontri in tutta Italia. Il tour ha fatto ritorno all’Università degli Studi di Messina, dove 300 studenti e studentesse hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa ideata da Luca Abete. In aula  sono emersi vissuti autentici, emozioni forti e storie di fragilità, disagio, ma anche di coraggio, rabbia positiva e straordinaria resilienza. La Sicilia è ormai una tappa irrinunciabile per la campagna #NonCiFermaNessuno, che vanta la Medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il Patrocinio dal Ministero dell’Università.

 

 

«Da 11 anni offriamo ascolto agli studenti italiani e ho imparato che dietro quei “va tutto bene” c’è dell’altro. – afferma l’inviato di Striscia La Notizia – Quelle crepe che si aprono però non devono provocare vergogna o imbarazzo: bisogna fare in modo che diventino fenditure attraverso le quali far passare la luce. Gli studenti in aula oggi lo hanno capito trasformando storie di vita universitaria quotidiana in energia che alimenta riscatto, riduce la paura e accorcia le distanze».

 

 

Il claim di quest’edizione, Nessunə è solə, perché «la solitudine oggi ha il volto di chi ride in un post ma piange in silenzio. – sostiene l’ideatore della campagna sociale – Non serve la condivisione di un tag, serve un “vengo da te”. Qui all’università di Messina abbiamo hackerato la solitudine con una cosa che non ha proprio nulla di digitale: la presenza reale, un confronto occhi negli occhi con parole dette e ascoltate dal vivo. Per questo motivo il claim 2025 è Nessunə è solə. Una bugia urlata solo per diventare provocazione prepotente e necessaria. Punto di partenza per uno shock emotivo che prende per mano e muove i primi passi verso nuove consapevolezze».

 

 

LA RETTRICE GIOVANNA SPATARI

La tappa di Messina è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità universitaria, in particolare dalla Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari che ha dichiarato: «L’Università non è solo un luogo dove ci si prepara ad un futuro lavorativo, ma una comunità dove si sviluppano personalità, pensiero critico e confronto. Questo tour è importante anche perché ci permette di raccogliere il feedback degli studenti, che rappresentano il propulsore più prezioso della nostra Istituzione». La campagna sociale #NonCiFermaNessuno vanta il patrocinio della CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

 

 

L’OSPITE A SORPRESA

Applauditissima la cantante palermitana, Giusy Ferreri, ospite a sorpresa, che ha confidato agli studenti: «nella mia adolescenza ho vissuto parecchi momenti di solitudine. Ora posso dire, però,  che sono stati un’opportunità per analizzarmi dentro e maturare. La nostra società avrebbe bisogno di più occasioni di introspezione».

 

 

IL PREMIO #NONCIFERMANESSUNO

Il Premio #NonCiFermaNessuno, che da 5 anni celebra storie universitarie di resilienza, è stato assegnato a Giovanna Deani, studentessa del corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche. «Ho perso una gamba in un grave incidente stradale. – ha raccontato Giovanna – Abbiamo due modi di affrontare le sfide che la vita ci pone davanti: piangerci addosso oppure rialzarci».

Giovanna, oltre al premio realizzato dagli artigiani 2.0 di Polilop, ha ricevuto un kit di scrittura Stabilo, un videocorso sull’Intelligenza Artificiale e una Card Gold + forniti da Mediaworld e un corso di Social Media Management con gli esperti di Mac Formazione.

 

 

LA CAMPAGNA SOCIALE

Da sempre la community di #NonCiFermaNessuno ha a cuore l’impegno ambientale e quest’anno ha una mission specifica: rendere ecosostenibili gli Atenei italiani. Proprio al Welcome Point dell’Università di Messina, in via dei Verdi, è stato installato l’ecocompattatore RecoPet di Corepla che favorisce la raccolta di bottiglie in PET al fine di dar loro nuova vita. «Con il progetto RecoPet – ha affermato Antonio Protopapa, Direttore Operativo di Corepla – puntiamo ad aumentare il tasso di raccolta delle bottiglie in PET e a valorizzare un materiale che può rinascere costantemente. Un processo virtuoso in cui tutti siamo protagonisti e responsabili, come i ragazzi ai quali ci rivolgiamo in questa tappa del tour».

Tra i valori cari alla community anche la lotta alla violenza di genere al fianco del progetto #sempre25novembre di Sorgenia. Dopo aver ricordato Sara Campanella, gli studenti presenti in aula hanno potuto riflettere su un tema incredibilmente attuale, la violenza verbale: esistono, infatti, parole o comportamenti in grado di limitare l’autonomia e controllare emotivamente il proprio partner.

 

 

 

 

 

IL LABORATORIO DEI LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE 

Platea entusiasta per la performance di Saitta, il giovane cantante siciliano, voce della colonna sonora del tour, Nessuno è solo, prodotta dall’etichetta Ondesonore Records di Francesco Altobelli in collaborazione con Emilio Munda. «Durante i momenti difficili della mia vita – ha affermato Saitta – nella musica ho trovato una compagna. Noi giovani non dovremmo mai dimenticare che sognare salva la vita».

 

 

«Ogni tappa è un pretesto per animare il nostro Laboratorio Itinerante dei Linguaggi della Comunicazione Giovanile. – dichiara AbeteGli studenti partecipano prima, durante e dopo all’evento diventando Ambassador divulgatori dei valori della campagna motivazionale per i propri coetanei. Ricevono anche la nostra card che li rende inoltre punti di riferimento per altri studenti in difficoltà». L’azione divulgatrice del Laboratorio Itinerante dei Linguaggi della Comunicazione Giovanile è sostenuta da Print Solution, Polilop e TreeWeb.

 

 

Gli studenti hanno scattato istantanee Let’s say cheeseby MediaWorld, per portare sempre con sé i ricordi della giornata trascorsa insieme e con le Stabilo Card hanno potuto esprimere il proprio feedback sull’evento, permettendo in questo modo di migliorare il format adattandolo alle esigenze delle nuove generazioni. L’evento sarà presente anche sulle frequenze radiofoniche e sul sito ufficiale di R101, radio ufficiale del tour.

 

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«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.

«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.