Luca Abete e gli studenti italiani donano 30.000 pasti al Banco Alimentare

Luca Abete e gli studenti italiani donano 30.000 pasti al Banco Alimentare

LUCA ABETE E GLI STUDENTI ITALIANI HANNO DONATO

CON LIDL ITALIA 30.000* PASTI COMPLETI AL BANCO ALIMENTARE

 

Si è tenuto lunedì 17 ottobre 2022, presso la sede del Banco Alimentare Lombardia di Muggiò (MB), l’evento conclusivo della charity “Clicca un Tasto dona un Pasto”, iniziativa solidale legata alla campagna sociale motivazionale  #NonCiFermaNessuno, ideata da Luca Abete, che dal 2014 coinvolge gli studenti universitari per incoraggiarli nel difficile cammino della vita.

Presenti all’iniziativa, oltre a Luca Abete, il Presidente di Fondazione Banco Alimentare Giovanni Bruno, Anna Clerici del Banco Alimentare Lombardia e Massimiliano Silvestri, Presidente LIDL Italia.

#NonCiFermaNessuno è un format che indirizza la propria attenzione su diverse dinamiche utili alla crescita personale dei giovani e sostiene, pertanto, da 7 anni il Banco Alimentare con iniziative concrete mirate a sensibilizzare le nuove generazioni al contrasto dello spreco alimentare ed incoraggiarli ad avvicinarsi al mondo del volontariato, che ha sempre più necessità di nuove figure a sostegno delle attività solidali.

Celebrare la Giornata Mondiale per il Contrasto alla Povertà, – dichiara Luca Abete – con una grande festa dei giovani che si impegnano e della solidarietà che fa rima con operatività è per noi il modo più entusiasmante per chiudere il tour 2022. La consegna di 30.000 pasti al Banco Alimentare significa contribuire al sostegno di tantissime famiglie italiane in povertà. Per noi non è però un punto di arrivo: la partecipazione attiva degli studenti a questo evento rappresenta l’inizio per molti di loro di un’esperienza di volontariato in grado di cambiare prospettive e consapevolezze.

La community, grazie all’interazione con il sito ufficiale del progetto (www.noncifermanessuno.org) , ha raccolto alimenti pari a 30.000 pasti completi* che, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta alla Povertà, sono stati consegnati al Banco Alimentare che, con le strutture caritative convenzionate, aiuta quasi 1.750.000 persone in difficoltà sul territorio nazionale*1 pasto equivalente corrisponde a un mix di 500 gr di alimenti in base ai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana)

 

“Siamo grati di essere anche quest’anno beneficiari della campagna sociale motivazionale #NonCiFermaNessuno – dichiara Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus – che Luca Abete promuove da vari anni riuscendo a coinvolgere tanti  giovani e a sensibilizzarli verso azioni concrete nella lotta allo spreco. Ringraziamo anche Lidl Italia per l’importante donazione di alimenti che ci aiuta nella nostra azione quotidiana di sostegno agli enti caritativi che aiutano le tante persone che si trovano sempre più nel bisogno, soprattutto nell’attuale momento di grande difficoltà economica e sociale”. 

Food donor della charity è Lidl Italia, che quest’anno festeggia 30 anni di attività in Italia e ha pensato di sostenere l’azione solidale con una fornitura di 15 tonnellate di prodotti alimentari.

La collaborazione tra l’Azienda e Banco Alimentare è iniziata diversi anni fa con la partecipazione alla Giornata Nazionale della Colletta alimentare ed è proseguita con il programma “Oltre il carrello – Lidl contro lo spreco”, un modo concreto per operare sul territorio e ridurre, appunto, lo spreco alimentare donando le eccedenze dei supermercati Lidl a chi ne ha bisogno. Il progetto prevede la donazione costante di prodotti alimentari non più vendibili secondo gli standard commerciali, ma ancora buoni e sicuri. Dal pane all’ortofrutta fino agli articoli confezionati: le eccedenze di circa 500 nostri supermercati sono recuperate attraverso un piano di ritiro quasi giornaliero e destinate ad una rete di strutture caritative distribuite sul territorio che collaborano con il Banco Alimentare. “In quattro anni di attività – spiega Massimiliano Silvestri, Presidente Lidl Italiaabbiamo raccolto e donato oltre 26.000 tonnellate di cibo che equivalgono a circa 52 milioni di pasti. Numeri senza dubbio importanti, ma che diventano drammaticamente piccoli davanti alle grandi emergenze che sta affrontando il Banco Alimentare oggi. Essere Food Donor di #Noncifermanessuno e sostenere concretamente la campagna “Clicca un Tasto dona un Pasto” ci ha permesso di unire due valori per noi importanti: da una parte l’aiuto a chi ha bisogno e dall’altra l’incoraggiamento ai giovani per superare le difficoltà della vita”. 

All’evento hanno preso parte anche gli allievi della cooperativa sociale In-Presa di Carate-Brianza. Dopo aver assistito con interesse allo speech motivazionale di Luca Abete si sono adoperati in un’esperienza diretta di volontariato attivo insieme agli operatori del magazzino del Banco Alimentare Lombardia, rafforzando così ulteriormente il significato dell’iniziativa.

E’ stata per noi un’esperienza formativa ed interessante – hanno commentato gli studenti di In-Presa Essere stati volontari per un giorno e vedere il lavoro che quotidianamente si fa nei magazzini del Banco Alimentare per dare la possibilità a migliaia di famiglie di avere un pasto dignitoso è stato stimolante. Consigliamo a tutti i nostri coetanei di avvicinarsi al volontariato e donare se stessi per il bene degli altri.

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«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.

«Gli eroi spesso non hanno il mantello»
Luca, durante il talk all’Università Insubria di Varese, ha lanciato una provocazione semplice: e se fossimo molto più coraggiosi di quanto crediamo?
Invece di misurarci per ciò che non siamo ancora diventati, potremmo iniziare ad apprezzare tutto ciò che abbiamo già superato.
Perché spesso non ci manca il valore.
Ci manca la capacità di riconoscerlo.

#noncifermanessuno
«Che senso ha vivere senza aver vissuto davvero?»
Noemi ha un disturbo dell’apprendimento e per troppo tempo si è sentita sbagliata, in ritardo, diversa dagli altri.
Oggi ha scelto di non misurarsi più con i confronti o con le etichette. Ha scelto di vivere la propria vita fino in fondo.
Lo ha raccontato davanti a 300 studenti durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, lasciando un messaggio semplice ma potente: non serve essere come gli altri per sentirsi all’altezza della propria storia.
La solitudine non si vede sempre.

Per questo abbiamo chiesto ai passanti di fermarsi cinque minuti con un ragazzo con disabilità che si sentiva solo. Nessun trucco, nessuna richiesta impossibile: solo una conversazione e un abbraccio.

Le reazioni raccontano molto più di mille parole.

Perché ogni giorno abbiamo una scelta:
ignorare chi abbiamo davanti o regalare un po’ del nostro tempo.

Guarda il video fino alla fine.

E poi dicci una cosa:
❤️ tu da che parte stai?

#NonCiFermaNessuno #EsperimentoSociale #Solitudine #Inclusione #Gentilezza Empatia Valori HumanConnection
«Ho tentato il suicidio il giorno del mio ventesimo compleanno.»
Nell’aula dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è calato il silenzio quando Elisa ha condiviso una delle pagine più dolorose della sua vita.
Poi il racconto ha preso un’altra direzione.
L’incontro con i bambini le ha fatto scoprire una parte di sé che non conosceva ancora. Da lì la scelta di iscriversi a Scienze dell’Educazione e di costruire un percorso più vicino alla sua sensibilità.
La sua storia ci ricorda una cosa importante: a volte, il punto più buio della nostra vita può anche portarci alla scoperta di una nuova versione di noi stessi.
«Non è una gara a chi arriva prima: è una gara a chi arriva meglio!»
Durante il talk all’Università d’Annunzio di Chieti, Luca ha raccontato una scelta che molti considererebbero un fallimento: lasciare Architettura quando mancava solo la laurea da discutere.
In realtà era un passo verso sé stesso.
Perché a volte il vero rischio non è cambiare strada.
È restare su quella sbagliata solo per paura di deludere le aspettative.
Provare, sbagliare, cambiare idea, scoprirsi.
Spesso il talento non si trova.
Si incontra camminando.
«La società mi mette ansia: mi fa sentire sempre in ritardo.»
Chiara lo ha raccontato durante il talk alla Sapienza di Roma. Una scelta universitaria rivelatasi sbagliata, due anni da ripensare e la sensazione di vedere gli altri andare avanti mentre lei restava indietro.
Poi ha capito una cosa che dovremmo ricordarci più spesso:
non esiste una tabella di marcia uguale per tutti.
Esiste il proprio percorso.
Il proprio tempo.
Il proprio passo.
E non si è mai in ritardo quando si sta andando nella direzione giusta.
«Molte volte mi hanno detto: “depressa di m…!”»
Le parole possono ferire più di quanto immaginiamo.
Possono trasformarsi in etichette, sensi di colpa, giudizi che finiscono per pesare ogni giorno.
Giada racconta la sua adolescenza difficile con coraggio e sincerità. Luca la ascolta e le restituisce una riflessione capace di andare oltre il singolo episodio, trasformando una storia personale in uno spunto utile per tutti.
Otto tappe. Otto università. Migliaia di storie, sorrisi, emozioni.
Il tour #NonCiFermaNessuno si conclude, ma l’energia vissuta insieme continuerà a viaggiare con noi.

Grazie a ogni studente che ha condiviso sogni, paure e voglia di ripartire.
Ci avete ricordato che insieme si può davvero fare la differenza. ❤️

Alla prossima avventura.
#LucaAbete #Tour2026 #Università #Motivazione Studenti
«Abbiamo sbagliato metrica: i ragazzi non si misurano con i voti e i risultati raggiunti.»
Al termine del tour universitario 2026, Luca Abete ha condiviso una riflessione che nasce dall’ascolto di migliaia di studenti incontrati lungo il percorso.
Equilibrio, coraggio, autenticità, capacità di affrontare le difficoltà e di chiedere aiuto: sono anche questi i parametri con cui dovremmo imparare a riconoscere il valore di una persona.
Troppo spesso continuiamo a valutare i giovani per ciò che producono, dimenticando ciò che vivono.
E quella che oggi chiamiamo emergenza non è altro che il segnale di un approccio che, per troppo tempo, ha trascurato il tema della salute mentale invece di affrontarlo davvero.
Jasmine ha una disabilità visiva che non le ha impedito di mettersi in gioco, crescere e conquistare importanti soddisfazioni in diversi ambiti della sua vita.
Quella che lei definisce una “vita piena” è molto più di un’espressione: è un modo di guardare alle possibilità invece che ai limiti, alle opportunità invece che agli ostacoli.
Un messaggio potente che Luca Abete ha voluto sottolineare tra gli applausi delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.
Perché una vita piena non è una vita perfetta.
È una vita vissuta fino in fondo.
Scrivere quella parola che ferisce. Poi strapparla.
È questo l’esperimento che abbiamo portato nelle università durante il tour 2026.
Un gesto semplice che non cancella il dolore, ma ricorda una cosa: le parole possono lasciare segni… solo se permettiamo loro di raccontare chi siamo.
Mattia oggi sceglie altro: vivere, andare oltre, trasformare anche le ferite in possibilità.